Il dolore
Passeggiata di Marina Minirisarcimento alla ditta
La Toce chiedeva al Comune 2 milioni di euro di danni per lungaggini nei lavori Dopo otto anni di causa civile il tribunale gliene riconosce solo 60mila
GROSSETO. Il Comune di Grosseto tira un sospiro di sollievo. Dopo otto anni finisce con una multa da 63mila euro, invece di 1,9 milioni, la controversia con la ditta Toce Domenico & c sas per i lavori sulla passeggiata a mare di Marina di Grosseto.
La ditta si era rivolta al giudice lamentando un danno ultramilionario perché aveva dovuto rallentare i lavori a causa di vari fermi chiesti dal Comune che avevano comportato un aggravio dei costi. Ma il giudice Paola Caporali le ha dato torto, riconoscendo solo una parziale responsabilità dell’ente: non 1.883,157 milioni di euro come chiedeva la Toce, ma 62.906,69 euro. E il Comune non c’ha pensato due volte: martedì la giunta ha deciso di accettare la sentenza senza tentare l’appello e di pagare il minirisarcimento.
La vicenda inizia nel gennaio 2000, quando la Toce avvia i lavori per il secondo lotto della passeggiata. Nell’estate del 2000 i lavori subiscono un primo stop. Il contratto, però, in questo caso lo prevede per non intralciare la stagione balneare.
Il Comune, però, li sospende altre tre volte: nove mesi tra 2001 e 2002 perché ha deciso di fare una variante e gli serve tempo per la perizia; quattro mesi tra giugno e ottobre 2002 per il perfezionamento della seconda perizia di variante; tre mesi sempre nel 2002 per l’ordinanza di ripristino del rivestimento di un fabbricato lì vicino. Totale: 558 giorni.
Quando nel luglio 2004 il certificato di collaudo viene approvato, la ditta contesta mediante le cosiddette “riserve” maggiori costi per 1,9 milioni di euro. Gli stop hanno fanno lievitare i costi e la Toce presenta il conto. Il Comune dichiara ammissibili solo alcune riserve per un importo di 54 mila euro; tra anticipi e debiti, il saldo è fissato in 39.631 euro.
La Toce non ci sta. Il quadro si complica anche in forza di una seconda ditta, la Costruzioni Bologna Vincenzo e figli, che ha in subappalto una parte dei lavori e che ha fatto causa alla Toce proprio per il prolungarsi dei lavori, a suo giudizio indebito. La Toce, però, ritiene di dover scaricare queste contestazioni sul Comune. E così gli fa causa. La prima udienza è del 2005.
La prima perizia, disposta dal giudice Caporali e fatta dall’architetto Lara Faenzi, arriva alla conclusione che, tra sospensioni illegittime e costi aumentati per mancanze attribuibili al Comune, alla Toce possono spettare circa 240mila euro. La ditta rifiuta, ritenendo la cifra troppo bassa. Nel marzo 2012 il giudice dispone dunque una perizia suppletiva. E sulla base di quest’ultima il 31 luglio scorso ha emesso la sentenza.
Per le prime tre riserve presentate dalla Toce e relative alla realizzazione di opere murarie ritenute più costose di quanto previsto nel contratto, il tribunale ritiene non ci siano presupposti per accogliere in toto la domanda: vengono riconosciuti solo errori di calcolo per 2.423,31 euro a fronte della richiesta della Toce di 282.730,90 euro.
Le altre riserve vengono giudicate in parte ammissibili e in parte no e, comunque, il risarcimento riconosciuto è di gran lunga inferiore rispetto a quanto chiedeva la Toce. Ammissibili sono le richiesta di risarcimento per ridotta produttività a causa delle sospensioni dei lavori volute dal Comune tra il 30 ottobre e il 12 dicembre 2002 (12.494,32 euro di danno riconosciuto, mentre la Toce ne chiedeva circa 200mila), e tra 1º settembre e il 30 ottobre 2002 (15.479,16 euro di danno riconosciuto, a fronte di una richiesta di circa 200mila). In entrambi i casi il calcolo del periodo di inattività presentato dalla Toce e quello riconosciuto dal giudice non combacia.
Il giudice riconosce alla Toce anche 28.357,18 euro di danni per i maggiori oneri per la parziale ripresa dei lavori (la ditta ne voleva 194.727,27). Respinte tutte le altre riserve.
La Toce dovrà avere anche 4.154,72 euro di refusione degli interessi per il mancato pagamento degli stati di avanzamento. In tutto, dunque, 62.906,69 euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google