Sicurezza
«Non è colpa nostra I tariffari li fa il ministero»
GROSSETO. «Il bersaglio è sbagliato»: è la replica del sindaco Emilio Bonifazi ai commercianti esasperati dagli aumenti Tares. Ieri Il Tirreno ha testimoniato aumenti paurosi: c’è anche chi pagava...
GROSSETO. «Il bersaglio è sbagliato»: è la replica del sindaco Emilio Bonifazi ai commercianti esasperati dagli aumenti Tares.
Ieri Il Tirreno ha testimoniato aumenti paurosi: c’è anche chi pagava mille euro con la Tarsu e oggi ne scuce 4mila. Ma Bonifazi tiene la barra dritta, dice di comprendere «le preoccupazioni e l’indignazione di tanti cittadini e attività colpite», rivendica alcuni risultati e scarica su Roma.
«In sede di costruzione delle tariffe abbiamo fatto il possibile, dovendo districarci tra famiglie e attività riunite sotto una coperta unica dove, allungando da una parte si caricava peso fiscale sull’altra. Tutto dovendo applicare i rigidi tariffari ministeriali. Anzi, grazie ai correttivi che siamo riusciti a introdurre in queste maglie, abbiamo persino ridotto il prelievo».
Insomma, per come si erano messe le cose a livello centrale pare che a commercianti e cittadini sia andata pure bene. Bonifazi ricorda che l’assessore all’ambiente, Giancarlo Tei, a maggio ha inviato una lettera al presidente del consiglio, Enrico Letta, per fare presenti «le preoccupazioni e la non condivisione rispetto a un balzello che non sarebbe stato compreso dai cittadini».
La Tares, ripete il sindaco, «è una tassa voluta dallo Stato che ha trasformato i Comuni in esattori che vanno a prendersi gli insulti dai cittadini al posto di altri, come accaduto anche con l’Imu».
Bonifazi ricorda il 5 per cento del totale Tares che va alla Provincia e i 30 centesimi al metro quadro che vanno allo Stato. «Non si può nemmeno dimenticare che, in questi anni, questo Comune ha sempre fatto pagare meno rispetto agli altri... La realtà è che a Grosseto si pagava meno che altrove e solo adesso, purtroppo, si vede la differenza». (m.b.)
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