Il dolore
«Nessun calcolo dei danni richiesti nella class action»
Scarlino Energia contesta la richiesta depositata Nell’atto denunciate lesioni alla sfera individuale
SCARLINO. La class action contro l’inceneritore del Casone «non ha superato l’esame preliminare», dicono da Scarlino Energia. Il rinvio al 2014 infatti non è legato alla verifica di tutti i documenti portati davanti al giudice, bensì al fatto che «gli attori dovranno adesso chiarire in modo specifico e concreto quali danni abbiano effettivamente subito, chiedendone il risarcimento». Recita così il dispositivo del tribunale civile di Grosseto, che in parole povere si traduce così: nella richiesta i danni non sono stati né specificati né calcolati. «Non avendolo fatto fino a oggi, il giudice ha rinviato l’udienza al 2 luglio imponendo (entro il 31 marzo 2014) un’integrazione documentale senza la quale l’azione legale non potrà essere valutata» spiega ora la società con l’ausilio del suo avvocato, Alessandro Antichi. La richiesta della class action, a cui hanno aderito decine di cittadini singolarmente o in maniera associata, com’è noto si riferisce all’emissione di diossine cinque volte sopra il limite di legge arrivata dai camini dell’inceneritore. Il problema però sollevato dal giudice Giulia Conte è che questi danni, subiti persona per persona, non sono stati calcolati nella richiesta. «I ricorrenti – spiega Scarlino Energia - avrebbero dovuto in sede di elaborazione e redazione della citazione (e dovranno adesso attraverso l’integrazione della stessa) esporre e dimostrare in che modo sono stati danneggiati enunciando con chiarezza quali danni ritengono di aver subito concretamente». C’è anche un altro aspetto di cui il giudice ha tenuto conto. I partecipanti alla class action, infatti, «non agiscono in relazione al “danno ambientale pubblico” al quale fanno riferimento negli atti, ma denunciano lesioni “alla sfera individuale”», ovvero diritto alla salute, di proprietà, all’immagine commerciale e alla redditività aziendale, che sarebbero stati danneggiati dall’emissione fuori norma. E le due cose sono ben distinte dalla legge: i danni individuali, quelli denunciati, non rientrano nella sfera dei danni pubblici. «Non richiedono poi un risarcimento specifico conseguente a danni individuali ma avanzano una pretesa di risarcimento del danno “in maniera unitaria, complessiva e indifferenziata” in favore della collettività dei ricorrenti». In questo senso, il tribunale ha rimandato tutto al 2014, dando il compito ai richiedenti di mettere in ordine le proprie carte. «Non richiedono un risarcimento specifico conseguente a danni individuali (concreti e determinati) ma avanzano una pretesa di risarcimento del danno “in maniera unitaria, complessiva e indifferenziata” in favore della collettività dei ricorrenti». Scarlino Energia scandisce punto per punto la decisione del giudice, ma torna anche sui controlli ambientali, ribadendo come tutti i valori registrati dalla ripresa dell’attività siano in regola. «I dati del monitoraggio su alcune matrici alimentari e vegetali, effettuato dall’Istituto zooprofilattico del Lazio, sono risultati molto al di sotto dei limiti di legge per i microinquinanti – conclude la nota - Ha avuto esito negativo anche il monitoraggio biologico sui cui sono stati sottoposti i dipendenti di Scarlino Energia, un’indagine proposta dall’Asl, che l’azienda ha condotto in accordo con il medico competente».
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