Sicurezza
Megaconguagli (sbagliati) È rivolta contro la Tares
Centinaia di cittadini protestano agli sportelli del Comune per errori nei calcoli Occhio al numero dei familiari: se è più alto di quello reale la bolletta è più cara
GROSSETO. Più forte della rabbia c’è solo la rassegnazione. Capo basso, un paio di fogli in mano e il freddo che punge sotto il cappotto. Così ieri, decine, anzi centinaia di grossetani si sono presentati davanti all’ufficio tributi del Comune in piazza della Palma. Tra le dita, custodita con cura, c’è la lettera. No, non è quella di Natale.
È il conguaglio della Tares, il tributo comunale sui rifiuti e servizi. Dopo la legnata arrivata sulla schiena di artigiani e commercianti, è toccato pure ai residenti scoprire rincari da infarto e imbarazzanti errori.
Sia chiaro, chi si ritrova a dover pagare la Tares per il residenziale non strabuzza gli occhi quanto un ristoratore. Qui la cifra, rispetto allo scorso anno, quando era ancora in vigore la Tarsu, non è quadruplicata. Ma in molti casi si sfiora il raddoppio rispetto al 2012.
«Ci spremono come limoni» è la sensazione più diffusa tra chi è in fila – e aspetta ore – per pagare. «Mi hanno chiesto 553 euro – dice Magnolia mentre dondola il bollettino – lo scorso anno ne pagavo 290. Qui non si vede una via d’uscita».
Annamaria è disperata: «Andrò a mangiare a casa del sindaco. Il lavoro non c’è e non sappiamo come andare avanti. In compenso mi è arrivato l’avviso da 300 euro. Con la Tarsu erano 100 di meno».
C’è anche una giovane donna, cassintegrata. Lei come tanti altri, aumenti o non aumenti, questa tassa non la può pagare. Allarga le braccia e scuote il capo anche Giuseppina: prende mille euro di pensione, ma quasi la metà se ne andrà via con la Tares. «Come farò a Natale?».
Le feste, appunto: una volta la tredicesima veniva spesa per una bella vacanza, un cappotto nuovo o la prima rata di un grosso televisore. Poi, pian piano, quel mese tanto atteso ha finito per essere bruciato in spese, tasse. Tutta roba che in molti casi spunta all’ultimo minuto, senza permettere di programmare un bel niente.
Questo sino a un paio di anni fa. Ora, con l’onda lunga della crisi che strangola famiglie e imprese, la tredicesima è una rarità. Se n’è andata con il lavoro e le speranze di milioni di persone: quasi 30mila i disoccupati in Maremma. E chi può permettersi di saldare il maxi conguaglio Tares magari ha scucito più quattrini di quanti avrebbe dovuto.
Tanti, tantissimi gli errori nei moduli inviati alla gente. Solo ieri, in un paio di ore trascorse nell’ufficio tributi, ne abbiamo pizzicati una ventina. E tutti in eccesso.
La fregatura più grossa sta nei componenti del nucleo familiare. La Tares, infatti, si calcola con un metodo tanto semplice quanto impietoso: oltre al 5% sul totale (che va alla Provincia) e i 30 centesimi al metro quadro (che vanno allo Stato) i metri quadri dell’immobile vengono moltiplicati per una quota fissa, coefficiente che aumenta da 1,061 euro a 1,517 a seconda del numero dei familiari. A questo risultato va poi aggiunta un’altra sommetta, pure questa legata alla quantità di persone che abitano sotto lo stesso tetto (da 101 a 477 euro). Un bel danno quindi per chi si è ritrovato con una, due o addirittura tre persone in più a carico.
«Siamo in tre in famiglia – sbotta una signora – e invece qui c’è scritto sei». «Anche a lei? Guardi – risponde un’altra donna – noi siamo in tre e risultiamo cinque». Mentre un uomo l’ha presa con filosofia: «Siamo io e mia moglie, invece è segnato quattro. Non sapevo di avere altre due persone in casa».
Il danno è grosso: la Tares di un appartamento di 80 metri quadri che riporta quattro persone anziché tre è maggiorata di un’ottantina di euro. Oltre 100 euro nel caso di Roberto: «Non sono di Grosseto, ho preso casa qui per lavoro. Sono separato e ho portato tutti i documenti necessari. Mi sono ritrovato con un familiare in più. Fanno 102 euro, oltre a perdere la mattinata».
«Penso a tutta la gente che ha pagato senza fare verifiche, quelli sono rimasti fregati» sussurra una signora in là con gli anni. C’è anche chi lamenta per un numero informazioni che squilla sempre a vuoto ed errori nella metratura dell’immobile. Pure questi al rialzo.
Rateizzare? «Si può – dice una dipendente comunale – ma solo con il fai da te. Con un modello F24 vuoto, da compilare. Poi, verso febbraio o marzo, arriverà la raccomandata per sollecitare il saldo. Quando di preciso? Non si sa».
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