Il Tirreno

Grosseto

I politici “si vietano” l’accesso in centro

di Emilio Guariglia
I politici “si vietano” l’accesso in centro

Decisione a sorpresa della giunta comunale: amministratori pubblici in Ztl solo con l’auto aziendale, mai con quella privata

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GROSSETO. Certo il problema del sovraffollamento di auto nel centro storico non lo risolveranno così. E forse la loro decisione si beccherà l’etichetta di “mossa spot”. Di fatto però gli amministratori comunali di Grosseto si sono spogliati (spontaneamente) di un privilegio: cosa rara, ma soprattutto atto simbolico che potrà tornare loro molto utile quando _ e sarà a breve _ gli stessi amministratori dovranno portar via ad altri quel medesimo privilegio.

Stiamo parlando della spinosa questione dell’accesso e della sosta all’interno delle Mura medicee, Zona a traffico limitato che si articola in vie spesso striminzite e fragili. Qui _ come certifica il minaccioso occhio elettronico al varco di Porta Corsica _ avrebbero diritto di entrare con l’automobile e di parcheggiarla solo pochi e selezionati cittadini. In realtà, alla fine, in Ztl ci entra di tutto e di più. Tra permessi orari, residenti con tre-quattro auto a famiglia, fornitori di ogni genere e via dicendo, il traffico durante il giorno è fittissimo, il parcheggio è selvaggio e trovare un posto anche per chi ne avrebbe diritto è una scommessa. Una situazione sgradevole, in quello che dovrebbe essere il “salotto” della città, luogo deputato all’ordine, alla bellezza e al tanto auspicato via vai (sicuro) dei turisti.

Le proteste fioccano e già da tempo l’assessore comunale al traffico, Arsenio Carosi, ha promesso interventi. A questo scopo ha avviato un serrato monitoraggio al varco, verificando però che il problema è di non facile soluzione: «Il centro è molto piccolo e i servizi sono tanti», dice Carosi, spiegando come in concreto i margini di “taglio” agli accessi non siano poi così ampi. Una cosa però si poteva fare subito: togliere il diritto di accesso alle auto private degli amministratori pubblici. E così è stato fatto.

La giunta comunale, martedì, ha deliberato il giro di vite. Sindaco, vicesindaco, assessori, presidente della Provincia, presidenti o dirigenti di società partecipate e di enti derivati, fino a oggi avevano diritto a entrare in Ztl con la propria auto, benché solo per comprovate ragioni di servizio. D’ora in avanti basta, l’accesso a quattro ruote sarà loro consentito esclusivamente a bordo delle auto “aziendali”.

Il provvedimento, in concreto, riguarda pochi soggetti. E di certo non cambierà il volto al centro storico. «Ma di questi tempi anche un’azione quasi simbolica come questa serve», assicura Carosi.

Anche perché, par di capire, siamo solo all’inizio. «Ora metteremo mano al problema dei parcheggi», annuncia l’assessore. «Dovremo ridurre al minimo il numero degli aventi diritto alla sosta in Ztl, soprattutto in vista della pedonalizzazione di vaste aree del centro. Solo in piazza della Palma perderemo 30 posti, spazio per farne altri non ce n’è, l’unica sarà ridurre i permessi».

Anche in questo caso a fare le spese della “mannaia” saranno principalmente le pubbliche amministrazioni: Comune, Provincia, Regione e via dicendo si vedranno ridurre i posti auto riservati. «E qui _ spiega Carosi _ vedremo di tamponare attraverso l’utilizzo del parking sotterraneo di Campo Amiata. Anche in questo caso tuttavia i margini operativi sono risicati, se si pensa per esempio che i posti in via Saffi riservati al carcere e alla Guardia di Finanza sono pressoché intoccabili.

Infine l’assessore sottolinea «due criticità»: Croce Rossa e Misericordia. Entrambe le benemerite associazioni del soccorso hanno sede (e mezzi parcheggiati) nel cuore della Ztl. «Per tante ragioni logistiche _ dice Carosi _ non appare la collocazione migliore. Sia chiaro, non intendiamo fare alcuna guerra a servizi tanto preziosi. Ma con i rispettivi presidenti vogliamo dialogare e affrontare il problema. Anche perché qualcuno me lo deve spiegare: pedonalizzo piazza della Palma e poi ci tengo le ambulanze pronte a scattare?».

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