Sicurezza
«Gli elettori devono avere il diritto di votare di nuovo»
GROSSETO. La commissione congressuale del Pd non ci sta. Bolla come «profondamente scorretto e contrario al codice etico» l’invito di Futuro Pd (Rita Bernardini e Christian Sensi) a non partecipare...
GROSSETO. La commissione congressuale del Pd non ci sta. Bolla come «profondamente scorretto e contrario al codice etico» l’invito di Futuro Pd (Rita Bernardini e Christian Sensi) a non partecipare al voto-bis a Gorarella, ritenendolo «fondato su una ricostruzione faziosa e non corrispondente ai fatti». E spiega perché si dovrà ripetere l’appuntamento.
La commissione, ricordato che occorre rispettare le decisioni prese dagli organismi di garanzia, dichiara che «Emiliano Coppetta è stato dichiarato ineleggibile dalla commissione nella seduta del 29 ottobre e, sempre in quella data, la commissione rimandava ad un successivo esame gli effetti che quella decisione avrebbe comportato in merito al congresso del circolo di Gorarella (visto che erano quasi le due di notte ed erano stati analizzati sette ricorsi). Nella seduta del 5 novembre la commissione ha deciso la ripetizione del congresso del circolo Gorarella sostanzialmente perché il voto era stato falsato dall'errore della presidenza nell'ammettere al voto un candidato risultato poi privo del diritto all'elettorato attivo (non era eleggibile anche se, occorre ricordare, riportava un numero di voti superiore a quello di Rita Bernardini)».
Nel ricorso alla commissione regionale di garanzi, Bernardini chiedeva «il riconoscimento della propria elezione a segretario e dell'assemblea di circolo composta, nella pretesa della Bernardini, esclusivamente dai 20 delegati della propria lista privando, di fatto, la maggioranza degli iscritti della rappresentanza all'interno dell'assemblea del circolo. La commissione regionale di garanzia (in seconda ed ultima istanza) nella seduta del 9 novembre ha espresso parere favorevole alla decisione presa dalla commissione congressuale di Grosseto in merito alla ripetizione del congresso di Circolo. Tale convocazione non era oltremodo rimandabile e il non farlo sarebbe stato, questo sì, illegittimo. Riteniamo che votare non rappresenti un delitto e che ridare la scelta agli iscritti in caso di errore nell'ammissibilità - non commesso nel circolo di Marina di Grosseto - sia un loro diritto».
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