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Grosseto

Bilella risponde ai magistrati: «Quella droga non è mia»

Questa volta non si è sottratto alle domande degli inquirenti che hanno chiesto conto di quei sette etti di hashish nascosti nel fienile della villa di Potassa. Antonino Bilella, il custode in...

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Questa volta non si è sottratto alle domande degli inquirenti che hanno chiesto conto di quei sette etti di hashish nascosti nel fienile della villa di Potassa. Antonino Bilella, il custode in carcere con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere, difeso dagli avvocati Francesca Carnicelli e Alessandro Bartolozzi ha spiegato al procuratore capo Francesco Verusio e ai sostituti Marco Nassi e Salvatore Ferraro che lui, con quella droga, non c’entra nulla. L’hashish, suddiviso in sette panetti da circa un etto ciascuno e in 24 ovuli perfettamente confezionati, era stato trovato diversi giorni fa nel fienile della villa. Lì, a pochi metri dal punto nel quale, secondo gli investigatori, sarebbe stata uccisa Francesca Benetti.

Bilella ha spiegato che anche quell’annesso era nella sua disponibilità, anche se in realtà, il fienile dove sono ancora contenute le rotoballe lasciate dai precedenti affittuari, non veniva utilizzato dal custode. Ed ha anche detto che qualcuno avrebbe potuto tranquillamente entrare nella proprietà della cinquantacinquenne milanese da uno stradello che si trova proprio accanto all’abitazione. «Non conosco nessuno che faccia uso di droghe o che spacci», ha detto secco il custode. Lui, che all’accusa di omicidio e occultamento di cadavere ha risposto dicendo di non entrarci nulla prima di chiudersi nel silenzio, la storia della droga l’ha respinta con forza da subito. E anche sui soldi trovati nella sua abitazione, quei cinquemila euro che, secondo gli investigatori sarebbero stati guadagnati da Bilella proprio grazie a quella droga, il sessantanovenne avrebbe spiegato che si trattava dei suoi risparmi. Fornendo ai magistrati anche tutte le indicazioni per tracciare quei movimenti e capirne la provenienza. Gli avvocati dell’uomo, che ieri mattina è stato interrogato nel carcere di via Saffi alla presenza del giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio, hanno depositato già qualche giorno fa la richiesta di analisi sulle confezioni di droga trovate nel fienile della villa di Potassa. Analisi che dovrebbero verificare la presenza di impronte digitali del custode proprio su quei panetti e su quegli ovuli.

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