Il Tirreno

Grosseto

Tares, aumenti folli e i locali si ribellano: «Serrata nelle feste»

di Maurizio Bernardini
Tares, aumenti folli e i locali si ribellano: «Serrata nelle feste»

Per i rifiuti il costo quadruplica: c’è chi pagava 1000 e ora ha 4000 euro in bolletta. «Vogliamo incontrare il sindaco»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Frugatevi nelle tasche. E pagate. Sì, perché ieri sono arrivate le bollette della tassa sui rifiuti per le imprese. E c’è da piangere. Chi aveva un ristorante o un bar e con il vecchio sistema Tarsu sborsava uno, si ritrova a dover pagare quattro. Un bell’affare. Ma questa volta la misura sembra colma e qualcosa si muove: aperte le lettere è partito il tam tam e un gruppo di commercianti del centro ha iniziato a cercare una via d’uscita. Tanto per cominciare c’è l’idea di una raccolta firme: obiettivo andare a battere i pugni sul tavolo del Comune. Magari servirà a poco, ma anche restare con le mani in mano – pensano gli esercenti - non cambierà nulla. «L’anno scorso – dice Fabio, titolare della pizzeria il Melograno - pagavo sotto i mille euro. Quest’anno sono a 3mila». Il maxi bollettino va saldato entro fine anno: «Così, oltre le tredicesime ai dipendenti, i contributi e l’acconto delle altre tasse, ora c’è anche questa. Devo pure rinnovare il permesso per la tassa sul suolo pubblico e ho paura che aumenti. Eppure sia chiaro: sarei disposto a pagare tutto, ma in cambio vorrei servizi degni di questo nome». Ultimo appunto sugli sgravi mancati: «Nelle bollette arrivate c’è scritto che non facciamo raccolta differenziata, invece non è vero: raccogliamo a parte sia il vetro che il cartone». Una legnata sulla schiena è arrivata anche a Manuela, titolare del caffè Carducci. «Rispetto al 2012 la tassa sui rifiuti è quadruplicata. E questi soldi dobbiamo trovarli entro 20 giorni. Vorremmo capire il motivo di questo aumento. Se lo moltiplichi per tutte le attività che ci sono a Grosseto quanti soldi sono? Che ci diano almeno una proroga al 31 gennaio. Così non si va avanti. Tanta gente non pagherà perché sa di chiudere o perché non ha più soldi». Il commento più duro arriva da Moreno, proprietario del ristorante l’Uva e il Malto: «Riuniamoci, facciamo la raccolta firme e non paghiamo nulla. Dobbiamo stare uniti e andare a protestare in Comune. In un momento come questo, in cui non c’è una lira per farne due, non è sopportabile ricevere queste botte. Dobbiamo smettere di pagare. Il centro storico sta andando in rovina. Le associazioni di categoria non ci tutelano più, hanno fallito in partenza. Il sindaco deve dare una risposta ai cittadini, ma non lo fa. Andremo a chiedergliela: vogliamo un incontro con Bonifazi entro il 20 dicembre. Se non darà spiegazioni potrebbe arrivare una serrata nel periodo delle feste». Anche Leonardo, titolare della locanda de’Medici, conferma gli aumenti paurosi: «L’hanno scorso pagavo mille e 100 euro, quest’anno 4mila. Mi stupisco di come possano pensare di aumentare una tassa di questi tempi. Ci massacrano. Non capisco come mai anche il nostro Comune abbia adottato queste aliquote. Il lavoro c’è perché ti fai in quattro per farlo andare avanti e per non farti scappare i clienti, poi arrivi alla fine e rischi un’attività, un capitale e – nel caso mio – anche il patrimonio personale, per avere uno stipendio di un operaio e le rotture del presidente della Repubblica. La mia azienda dà lavoro fisso a due persone e a una che viene a chiamata nel fine settimana. Quando ho aperto la lettera sono rimasto senza parole. Mio padre mi ha detto “Si sono sbagliati”. E invece no, non si sono sbagliati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web