Il dolore
«Pronti a frazionare ed a vendere»
Sacra, parla Carlo Puri Negri: la sentenza sul biogas ci ha dato ragione, ma ora i conti dell’azienda non tornano
CAPALBIO. Il tribunale amministrativo ha aggiudicato il primo round alla Sacra, cassando il diniego che Provincia e Comune di Capalbio le avevano frapposto alla richiesta di realizzare un impianto a biogas e condannandoli a risarcirla del mancato utile sino a un massimo di 13 milioni di euro, ma la società capalbiese, per bocca del suo presidente Carlo Puri Negri non ci sta. Anche l'annullamento integrale di tutte le eccezioni degli agitati vicini al sito dove doveva nascere l'impianto non è sufficiente a soddisfare Sacra.
Presidente, finalmente è stata fatta giustizia? «Diciamo che è stato riconosciuto il nostro buon diritto di fare l'impianto, che è un grande passo avanti. Il vero problema è che si è sprecata un’occasione per produrre energia pulita e mantenere in coltivazione una azienda di mille ettari che costituisce il biglietto da visita del territorio di Capalbio in tutto il mondo».
Non siete contenti dunque? «Certo che lo siamo. Il tema è che così facendo si spaventano gli investitori, a Capalbio così come nel resto del paese. Sacra per tre anni ha impiegato tutte le proprie risorse per convincere il territorio della bontà del progetto, che nasceva da un incentivo statale e da un accordo di programma provincia-comune, per raggiungere obbiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili di standard europeo. Alla fine ha dovuto soccombere di fronte a tre vicini di casa che per ignoranza e egoismo, hanno sbandierato pericoli e paure e convinto un’amministrazione timorosa di perdere consensi a dimenticarsi di fare il proprio dovere. Con il risultato che non è stato fatto niente. Come sempre ha prevalso la logica della rendita anziché quella del reddito, si privilegia il piccolo interesse di fronte a progetti che portano occupazione e, in questo caso, fanno bene anche all'ambiente».
E adesso Sacra cosa fa? «Intanto chiude i conti in perdita e se ancora non fraziona la proprietà e vende tutto a pezzi è solo per lo sforzo di alcuni soci che per il momento coprono il disavanzo. Il conto economico di Sacra senza la coltivazione e il biogas non sta più in piedi».
E i nuovi progetti? «Abbiamo rinnovato con il Wwf in questi giorni la presentazione del progetto per la sistemazione e la gestione integrata dei parcheggi lungo la costa a costo zero per l'amministrazione e anzi con l'impegno a cedere al comune le aree attrezzate alla fine del periodo di concessione. Vediamo se qualcosa è cambiato. Il progetto è redatto in base al protocollo per la valorizzazione della fascia costiera firmato tra Comune e Provincia nel 2010, ma fino ad oggi l'unica cosa che ha fatto il Comune è stato portare avanti l'esproprio senza avere i soldi per pagarci. Con il risultato che affitta ad altri a pagamento i nostra terreni senza averli indennizzati e con una qualità delle strutture che sono sotto gli occhi di tutti».
Cosa vorreste cambiasse? «La sensibilità verso chi da 90 anni difende l'ambiente e il territorio senza chiedere niente in cambio: Sacra negli ultimi cinque anni ha piantumato con oltre 500 alberi e 7000 arbusti, sistemato 12 km di strade campestri e muri a secco e interrato le linee elettriche che alteravano la vista dalla ferrovia verso il lago. L'area di Burano è di Sacra dal 1922, e dal 1968 è costituita in riserva in gestione al Wwf: non crediamo di aver bisogno di lezioni di ambientalismo dell'ultima ora. Piuttosto ci piacerebbe che la pubblica amministrazione desse risposte più chiare e veloci, in linea con quello che afferma ma poi non fa. Anche la vicenda dell'accordo di programma per i due impianti di depurazione è sintomatica: ci sono nove milioni di euro del ministero dell'Ambiente da spendere su un progetto che anche Sacra con il Wwf ha promosso da oltre dieci anni, ma si litiga e non si fa nulla. Il valore che si difende così facendo non è il progresso ma l'interesse di chi non vuole una condotta o un impianto vicino a casa. Noi dobbiamo ora predisporre il progetto per la riqualificazione del campeggio, ristrutturare la casa doganale di Macchiatonda, sistemare i parcheggi, completare i servizi balneari: tutti interventi che comportano investimenti rilevanti, creano decine di posti di lavoro e sono indispensabili per la sopravvivenza della società e l'economia locale. Vediamo cosa succede».
@guifiorini
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