Il dolore
Landi: «Termodotto prezioso, serve un compromesso»
ARCIDOSSO. «L’Accordo sul calore fra Enel Green Power e Comuni fa risparmiare centinaia di tonnellate di olio pesante delle caldaie dello stabilimento di Grandi Salumifici italiani che non andranno...
ARCIDOSSO. «L’Accordo sul calore fra Enel Green Power e Comuni fa risparmiare centinaia di tonnellate di olio pesante delle caldaie dello stabilimento di Grandi Salumifici italiani che non andranno più a disperdersi in atmosfera». Il sindaco di Arcidosso Emilio Landi replica così al consigliere santafiorese di opposizione Sergio Bovicelli che aveva contestato l’impatto ambientale di un vapordotto costruito da Enel e le modalità di vendita del calore a Grandi Salumifici italiani.
«Certo, tutte le cose possono essere migliorate – spiega Landi – ci mancherebbe altro. Ma per andare avanti ci vogliono sempre dei compromessi. Ora, se è vero che i tubi a vista non saranno bellissimi, è anche vero che la zona è piuttosto riparata e possono essere fatte schermature e migliorie. I tubi non si possono interrare, perché le temperature sono troppo alte e occorrono monitoraggi continui, possibili solo se il vapordotto è fuori. Si tenga anche conto che il vapore andrà a servire un’azienda che occupa 130 operai e che con questo accordo si verranno a risparmiare tonnellate di olio pesante che serve per le caldaie. Ognuna di quelle caldaie è mille volte potente rispetto a una caldaia di casa, tanto per avere un’idea. Usando il calore geotermico, le emissioni saranno zero, perché il meccanismo è a circuito chiuso». Ma non solo questo.
Gsi potrà ottenere una certificazione ambientale «che se si assomma al notevole risparmio economico attuato con l’uso del calore – spiega Landi –. Quell’azienda occupa 130 lavoranti e ha scelto di restare in Amiata ma per poterci rimanere deve avere buone ragioni per farlo. Già siamo massacrati sulla viabilità dunque bisogna dare alle nostre aziende tutte le opportunità che le nostre risorse permettono. Auspico che per questioni così collettive e delicate come l’occupazione e la possibilità di rimanere in Amiata, si cerchino vie ragionate e di buon senso. Perché se è vero che si deve salvaguardare l’ambiente, è pure vero che si deve salvaguardare un’economia importante. Un compromesso è non solo auspicabile, ma necessario. Se urta la visibilità di un tubo, troveremo il modo di schermarlo». (f.b.)
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