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In quattro col Centrodestra «È una scelta sofferta»

GROSSETO. Per il momento sono in quattro ad aver ufficializzato la loro adesione al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, ma sperano di essere di più sabato pomeriggio, alla convention romana della...

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GROSSETO. Per il momento sono in quattro ad aver ufficializzato la loro adesione al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, ma sperano di essere di più sabato pomeriggio, alla convention romana della fondazione del nuovo partito. Giacomo Cerboni, Stefano Dragoni, Fabrizio Viggiani e Arturo Cerulli hanno iniziato un nuovo percorso e chiariscono che non vogliono alcuna primogenitura a livello locale, rispetto a chi ha aderito dopo di loro, aderirà prima o dopo la convention di sabato. «Non vogliamo – ha spiegato Cerboni – rappresentare alcuna fuga in avanti rispetto a chiunque altro volesse aderire e condividere questo percorso». Non a caso il gruppo consiliare del Nuovo centrodestra ancora non è stato costituito, e Cerboni non fa mistero del fatto che spera di non fare gruppo da solo, ma di poter essere insieme ad altri consiglieri, riferimento al gruppo della Lista Lolini che con lo spirito moderato del Nuovo centrodestra potrebbe avere più di un'affinità. Due le ragioni – ha detto ancora Cerboni – che hanno convinto lui e gli altri a scegliere di non seguire Berlusconi nella nuova avventura di Forza Italia. «Innanzitutto in questo momento c'è la possibilità, a meno che il centrosinistra non riesca a rovinare tutto, che l'esperienza del governo Letta possa dare al Paese le cose di cui ha bisogno. Dunque mettiamo davanti alle istanze di parte i bisogni del Paese. Non è tradimento, ma responsabilità». E poi «Non ho mai immaginato di aderire a un partito che avesse sussulti estremisti, fino ad attaccare il Presidente della Repubblica». Dragoni ha ricordato, peraltro, che «Questo governo di larghe intese è stato fortemente voluto da Berlusconi, poi però il Pdl ha subordinato gli interessi del Paese agli interessi giudiziari di Berlusconi. La nostra decisione non è stata facile, è stata sofferta, ma convinta». Il sindaco dell’Argentario Arturo Cerulli ha sottolineato di essere stato da sempre «diversamente berlusconiano, tanto è vero – ha detto – che anche in campagna elettorale abbiamo vinto, come squadra, per conto nostro, muovendoci dal basso. Sono uno dei pochi che incontra la gente continuamente, mi piacerebbe che si facesse lo stesso a livello nazionale. Invece nel Pdl c'è sempre stata questa logica degli eletti». «Ho creduto in Forza Italia – ha detto Fabrizio Viggiani – ma oggi questo contenitore non risponde più alle ragioni per cui è nato. Il nostro non è un partito imposto dall'alto, questo partito non è una fuga, ma un'occasione». (e.p.)

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