Il Tirreno

Grosseto

Il latte di Stribugliano dirottato a Cecina

di Fiora Bonelli
Il latte di Stribugliano dirottato a Cecina

Dopo l’incendio che ha devastato il caseificio l’azienda trova la soluzione per non interrompere la produzione

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STRIBUGLIANO. Il caseificio di Stribugliano “Formaggi di Maremma” il giorno dopo il terribile incendio che ha devastato l’area delle celle di stoccaggio del formaggio e tutta la produzione pronta per il mercato di Natale, è ancora sotto choc, ma ha cominciato ad agire per intervenire sui rottami lasciati carbonizzati dalle fiamme e mettere l’area in sicurezza.

Come già annunciato subito dopo il drammatico evento dal presidente di Copaim, Daniele Lombardelli, che con le due società Agriqualità e Terre dell’Etruria è socio del caseificio di Stribugliano, mercoledì mattina è stata l’ora delle ditte specializzate chiamate per la rimozione dei pannelli di poliuretano ridotti a carcasse inservibili.

Passaggio obbligato per la pianificazione del lavoro che occorre fare fin da subito per restituire al caseificio una parvenza umana. Ma soprattutto si vuole capire se sarà possibile ricominciare l’attività da subito o fermare il lavoro per qualche tempo.

Il sindaco di Arcidosso Emilio Landi che segue passo passo ogni iniziativa che riguarda la sorte del caseificio, commenta: «Sta tutto qui il problema a cui certo, al momento, su due piedi, non può essere data una risposta sicura. Bisogna aspettare. Non appena la zona sarà messa in sicurezza, bisognerà valutare se è possibile proseguire la produzione nella parte dello stabilimento rimasto integro, per fortuna, grazie a porte antincendio e sbarramenti ignifughi. Ma per ora non sappiamo se questa strada sarà percorribile».

Nel frattempo, comunque, con la struttura inservibile, gli operai sono a casa, mentre per i pastori che conferiscono latte al caseificio di Stribugliano è stata trovata una soluzione ottimale: il loro latte, che continua ad essere raccolto dalla società Agriqualità, invece di andare a Stribugliano sarà conferito a Cecina.

Giuseppe Sanna che alleva pecore in un podere sul Monte Labro di Arcidosso e che è uno dei sette allevatori che sono legati allo storico caseificio di Stribugliano, così commenta: «Già da ieri siamo stati avvertiti del gravissimo incendio di Stribugliano e che il nostro latte non sarebbe stato portato lì per un periodo. Ma ci hanno rassicurato subito, dicendoci che, comunque, la medesima società Agriqualità avrebbe provveduto, come sempre, a venire a raccoglierlo nei nostri poderi. Infatti così è stato. La ditta di trasporti Cento è arrivata come tutte le mattine a prendere il latte delle nostre pecore, che però sarà portato a Cecina. Per noi, fortunatamente, non è cambiato niente, né sistema di raccolta né marchio, Agriqualità, appunto. Ma il fatto che è successo al nostro caseificio ci ha sconvolto. Io è da ieri (martedì, ndc) che voglio andare a vedere e portare la mia solidarietà, ma non ho avuto il coraggio di prendere la macchina e andare a Stribugliano. La ferita è troppo fresca».

Nel frattempo da ogni parte arrivano segni di solidarietà per un’azienda che costituisce il fiore all’occhiello dell’Amiata per produzione di qualità e di genuinità. La minoranza di Arcidosso, in modo compatto, per bocca del capogruppo Michele Nannetti, è vicina a tutta la comunità della piccola frazione di Arcidosso che si regge in particolare su questa attività: «Esprimo a nome di tutto il gruppo di opposizione del Comune di Arcidosso – scrive Nannetti in una nota – la massima solidarietà verso Stribugliano, soprattutto nei confronti di tutti coloro che sono stati maggiormente colpiti dal triste avvenimento occorso ieri mattina (proprietà, dipendenti e pastori). Manifesto altresì al gruppo di maggioranza la nostra disponibilità di aderire e sostenere qualunque tipo di iniziativa fosse opportuno intraprendere a sostegno della attività danneggiata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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