Sicurezza
Farmacie, il Tar ferma le buste fino al 20
Nuovo rinvio della decisione di merito. Ora occhi puntati sul collegio degli esperti fissato per il 12
GROSSETO. Le buste con le offerte dei privati che vogliono acciuffare le farmacie comunali messe in vendita dall’amministrazione rimarranno sigillate. A decidere è il Tar che boccia ancora una volta la linea del Comune e dà ossigeno alle speranze di chi vuole un referendum per scegliere cosa fare. Ieri era prevista la riunione della Camera di consiglio che avrebbe dovuto prendere una posizione sulla sospensiva d’urgenza. E dal coordinamento pro referendum fanno sapere che «Il presidente della prima sezione ha ritenuto opportuno differire la discussione, mantenendo ferma la misura cautelare già concessa, fino al 20 dicembre». E la data non è affatto casuale. Sì, perché di mezzo c'è il 12 dicembre, data in cui si riunirà il collegio degli esperti, nominato dal consiglio comunale. Il gruppo dovrà dire se il quesito referendario è ammissibile. «Lo stesso presidente – proseguono dal coordinamento - ha infatti ritenuto il parere un utile elemento ai fini della decisione da assumere». E questa non è una novità di poco conto. Seppur non espresso, «Sembra di poter dire che il Tar non intenda porre ostacoli al procedere dell’iter referendario, visto che per ben due volte ha comunque ritenuto preminenti gli interessi dei promotori rispetto alle esigenze del Comune». Cantano vittoria sia Sel che il M5S. «L’avvocato del Comune – dice Cristina Citerni - aveva presentato una memoria corposa. Memoria che però, a quanto pare, non è stata sufficiente. Per la seconda volta prevale l’interesse dei ricorrenti rispetto a quelli del Comune. Tutta la sicurezza ostentata dal vice sindaco, Paolo Borghi, è finita male. La procedura di vendita – gongola la Citerni - è ferma. E quella referendaria va avanti. E ricordo che la sospensione d’urgenza, al contrario di quanto ha detto qualcuno, non viene data a tutti quelli che ne fanno richiesta». Ma con questo modo di fare, avevano detto dal Comune all’indomani della prima sospensiva concessa dal Tar, si turba la vendita. «Bastava – replica ancora la Citerni – non fare il bando. Sono loro che turbano la vendita». Non sta nella pelle anche Giacomo Gori, M5S: «Questa scelta da parte del presidente del Tar accende i riflettori sul 12 dicembre. L’attenzione sarà ancora maggiore e gli esperti dovranno valutare con attenzione cosa fare. Di fatto, il Tar dice loro che se dichiareranno legittimi i due quesiti la procedura andrà avanti. Vi fosse stato qualche problema sarebbe stato sollevato oggi. La sospensiva potrebbe diventare definitiva, con la conferma delle istanze dei 13 cittadini che hanno firmato il ricorso: si andrebbe dritti al referendum». E, in ogni caso, «Doveva essere il Comune a dare la possibilità ai referendari di andare avanti. Un errore politico grave. Peserà». Infine la stoccata: «Al vice sindaco Paolo Borghi ricordo che, da qui a Natale, le uniche buste che questa amministrazione aprirà saranno quelle degli auguri».
Maurizio Bernardini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google