Attenzione
Progetto Cittadella, i ragazzi comprano e piazzano le panchine
Gli studenti del Manetti, guidati dal professor Ciavarella, portano avanti il “sistema sostenibile” nell’area delle scuole. Buone pratiche e azioni concrete che verranno anche esportate
GROSSETO. Dopo la fase in cui si è ricercato e metabolizzato il decoro (con la pulizia dei muri delle scuole, la raccolta differenziata spinta nelle classi e negli uffici e la realizzazione di posacenere e rastrelliere per bici) il progetto “Sistema sostenibilità alla Cittadella dello studente” ha centrato in questi giorni un altro obiettivo.
Attraverso il percorso di partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nella vita scolastica, finalizzato a migliorare - con piccoli accorgimenti e lavoretti - il quartiere che accoglie le scuole superiori della città, è stato compiuto un nuovo intervento tangibile del cambiamento di passo in atto.
Tre giorni fa, infatti, sono state acquistate e installate - grazie ai risparmi attivati dagli studenti nella gestione virtuosa delle bollette energetiche e del decoro dei prati - una diecina di panchine in materiale riciclato, elemento che suggella uno dei primi suggerimenti giunto dai ragazzi, emerso dalle risposte a un dettagliato questionario. Altri interventi saranno presto apportati sempre nell'area della cittadella dello studente.
Avviato oltre 2 anni fa - da un'idea del dottor Fabrizio Santini e della professoressa Francesca Mastrandrea - il progetto è stato portato avanti dagli studenti, coordinati da alcuni insegnanti degli istituti coinvolti.
Il “Piano panchine” è stato curato in particolare dai ragazzi dell'istituto tecnico per geometri Manetti, che hanno lavorato sotto la supervisione del professor Francesco Ciavarella.
In una fase successiva è intervenuta Confindustria Grosseto, Confindustria Reggio Emilia e la ditta City Si, società che produce queste panchine molto particolari, esempio di creatività e competenza italiana. Dalle interviste ai ragazzi erano emerse infatti alcune esigenze: fruibilità, economicità, realizzazione con materiali riciclati, gradevolezza estetica. Finalmente venerdì 29 novembre c'è stata la collocazione.
Ecco i nomi di tutti i protagonisti, oltre al già citato Ciavarella: la professoressa Luciana Sottani e il professor Andrea Lelli, responsabili del lavoro dei ragazzi del Manetti; il professor Claudio Venturi per il coordinamento del lavoro degli studenti dell'Istituto agrario; la professoressa Stefania Bottasso per i lavori del liceo classico e del grafico pubblicitario; il professor Alessio Brizzi per la realizzazione di un cortometraggio con gli studenti; i docenti Barbara Benigni, Nella Magro e Pasquale d'Inverno per l'indagine on-line redatta dagli studenti del liceo psicopedagogico Rosmini. E ancora Nunzio d'Apolito di Legambiente Grosseto, Marco Porciani e Mario Matteucci de “La Finoria”.
Troppi i nomi dei ragazzi da citare (quasi trecento), appartenenti a tutti gli istituti superiori di Grosseto.
«La Provincia, cioè il pubblico - sottolinea Fabrizio Santini, uno dei promotori del progetto “La cittadella che vorrei” - ha assecondato le nostre richieste prima incoraggiando la vocazione al risparmio e alle scelte virtuose, poi mettendoci in contatto con gli operai e con la ditta Favilli Rinaldo di Castiglione della Pescaia, che cura la pulizia dei prati e la manutenzione del verde della Cittadella».
Ora il progetto sarà esportato. Nei giorni scorsi, a Rimini, nell'ambito del convegno dedicato agli stati generali della Green Economy, organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Fabrizio Santini ne ha parlato nella sessione dedicata alle azioni concrete e alle buone pratiche delle pubbliche amministrazioni, davanti ai ministri Zanonato e Orlando.
Come già accaduto in precedenti occasioni, in Italia e in Europa, il progetto ha riscontrato un successo incredibile e sono nati tanti contatti e collegamenti con altre realità italiane (Comuni, scuole, associazioni) che hanno chiesto di poter replicare il modello.
L'esperienza, in prima battuta, sarà replicata in un quartiere di Milano (tramite un consigliere della giunta Pisapia) e in un quartiere di Bolzano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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