Il Tirreno

Grosseto

Piscicelli condannato per abuso edilizio

Piscicelli condannato per abuso edilizio

Otto mesi all’ingegnere coinvolto nell'indagine sulla cosiddetta "cricca" dopo un ampliamento alla Cacciarella, nove al proprietario dell’immobile

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MONTE ARGENTARIO. L’ingegnere Francesco Maria De Vito Piscicelli, napoletano di origine ma argentarino di adozione, è stato condannato a otto mesi di reclusione per un abuso edilizio rilevato alla Cacciarella di Porto Santo Stefano nel giugno 2007.

Piscicelli era imputato in qualità di coordinatore e materiale esecutore dei lavori nonché di procuratore speciale della società Sea Country Cottage srl proprietaria dell’immobile. Il giudice Andrea Stramenga ha condannato anche l’amministratore della società, Ciro Crasta, 53 anni, di Pozzuoli: per lui 9 mesi di reclusione. Pena sospesa soltanto a quest’ultimo imputato, ma subordinatamente al ripristino dei luoghi entro novanta giorni dal passaggio in giudicato della sentenza, le cui motivazioni saranno disponibili entro tre mesi. Per una parte delle imputazioni, il giudice ha dichiarato il non doversi procedere per estinzione per prescrizione.

A intervenire con un sequestro preventivo, diventato poi probatorio, erano stati i carabinieri della stazione di Porto S.Stefano, che avevano scattato delle foto dei luoghi. Era stato riscontrato un intervento edilizio senza permesso e senza autorizzazione paesistica. Un ampliamento di 20 metri quadrati del fabbricato preesistente (che misurava 22-25 metri quadrati), la copertura di tutto il complesso con travi di legno, tabelloni e manto di copertura in tegole, le pannellature esterne di contenimento in legno, la massicciata in cemento armato lungo tutto il sentiereo (250 metri). Successivamente era finito sotto indagine anche Piscicelli. E ancora più tardi - era il luglio successivo - a Crasta erano state mosse altre contestazioni, sempre in qualità di amministratore unico della Sea Country Cittage: l’ampliamento di un manufatto in pietra con altezza da 1,2 a 2,3 metri e lavori di intonaco ancora in esecuzione; la copertura con un comignolo, impermeabilizzazione e cotto; un muro a secco. Il tutto sempre in zona a vincolo.

I procedimenti penali erano erano stati unificati per disposizione del giudice. I due imputati sono stati condannati per le sole violazioni ambientali, Piscicelli per quelle relative al primo blocco di contestazioni, Crasta per il secondo. Il pm onorario Alessandro Bonasera aveva sollecitato per l’ingegnere 1 anno e 1 mese, per Crasta 1 anno e 2 mesi. Il difensore Alessandra Giovagnoli aveva chiesto l’assoluzione o comunque la prescrizione per gli abusi come anche per le violazioni ambientali.

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