Il Tirreno

Grosseto

Faceva regali con il denaro dell’amica

Faceva regali con il denaro dell’amica

Condannata per l’uso abusivo di postamat e bancomat che la titolare del conto le aveva affidato per le spese

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Erano diventate amiche quando lei - oggi 44 anni - era dovuta entrare in ospedale per farsi curare una patologia psichiatrica grave, con manifestazioni di aggressività anomala e prodigalità non motivata. Proprio durante il ricovero, datato 2007, l’amicizia con Valentina Pastorelli, oggi 31 anni, grossetana abitante in via Manzoni (specifichiamo l’indirizzo per evitare omonimie), era diventata stretta al punto tale che la prima aveva consegnato alla seconda la tessera postamat, quella bancomat e tutti i codici affinché la ragazza potesse compiere per conto della titolare le eventuali spese da sostenere. Non solo: una volta dimessa, la donna aveva ospitato Valentina a casa sua.

Un rapporto di cui, secondo il giudice, Valentina Pastorelli si sarebbe approfittata. Perché con quelle due tessere avrebbe effettuato prelievi e pagamenti per circa 5.000 euro, non concordati né autorizzati dalla titolare. La giovane donna aveva ammesso le proprie responsabilità, anche in una lettera: aveva usato quei soldi per scopi personali, per pagamenti, ricariche telefoniche, regali al suo ex fidanzato e altro.

Denunciata perché non avrebbe risarcito quanto pattuito, a parte una sola rata, Valentina Pastorelli (difesa Montemaggi) è stata adesso condannata a 18 mesi e 600 euro di multa (il pm onorario Tozzi aveva chiesto 12 mesi); pena sospesa e non menzione. Il giudice Muscogiuri ha anche condannato l’imputata a risarcire la titolare delle carte (costituitasi parte civile con l’avvocato Fanti) con 5.000 euro e a pagare le spese (2.000 euro).

Nessun dubbio per il giudice che l’imputata sia colpevole dell’utilizzo indebito. Un fatto emerso all’epoca quando la titolare aveva riscontrato che l’amica aveva prelevato non i 200 euro dichiarati ma i 250 che risultavano dall’estratto conto. Schiacciante il documento firmato dalla Pastorelli con la quale quest’ultima, chiamata a rispondere delle ultieriori movimentazioni irregolari sui conti, in presenza dei propri genitori aveva ammesso «di aver prelevato a sua insaputa una somma di denaro pari a 5.000 euro che mi impegno a restituire a 200 euro al mese a partire dal primo giugno. Ho potuto prelevare il denaro grazie all’utilizzo dei dodici che mi aveva dato un tempo per prelevare a suo nome». La persona offesa ha reso una testimonianza serena e consequenziale «denotando in più occasioni che la più grave ragione di turbamento patita - argomenta il giudice - attiene non tanto al decremento patrimoniale quanto al tradimento della fiducia e dell’amicizia a suo tempo incondizionatamente concessa all’imputata». Secondo Muscogiuri, l’incongrua prodigalità della parte offesa non è una scusa o un’attenuante per l’imputata, che anzi a suo giudizio si sarebbe approfittata dello stato di salute e della confusione negli acquisti.

Pierluigi Sposato

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze