Sicurezza
Bosco setacciato di nuovo Nessuna traccia di Proia
I familiari del carabiniere in congedo hanno tappezzato la città con i volantini L’anziano cercatore di funghi sembra essere scomparso nel nulla
FOLLONICA. Di nuovo per quei sentieri, in cerca di una risposta che il bosco ancora non vuole dare. Dalla macchia dietro al canile dell’Enpa fino ai campi di Val dell’Aia, arrivando poi ai confini della quattro corsie e ancora nelle vicinanze del nuovo ippodromo dei Pini. Tutti insieme: vigili del fuoco e cacciatori, Vab e amanti del trekking. In cerca di un indizio, di una logica che al momento non si trova. Il volto sorridente di Antonio Proia campeggia sui volantini attaccati con lo scotch attorno ai cipressi che costeggiano le strade sterrate delle campagne di Follonica. Sotto la fotografia, c’è la descrizione dell’uomo come è stato visto l’ultima volta dai suoi famigliari e tutti i recapiti, nel caso qualcuno trovasse qualcosa. Qualsiasi cosa, pur di arrivare alla fine di un giallo che sul golfo ha colpito un po’ tutti. «Lì, in quel punto lì, è impossibile perdersi» dice chi quella fetta di terra la conosce come il palmo della sua mano. Anche Proia conosceva molto bene quella macchia. L’83enne carabiniere in congedo era un appassionato di funghi e quella macchia, grande neanche venti ettari, la conosceva molto bene. Come è possibile quindi che ci sia perso dentro? Come è possibile che non abbia preso uno dei tanti sentieri che l’attraversano e che lui conosceva benissimo? E se per qualsiasi motivo è rimasto là dentro, come è possibile che non si trovi? Dubbi che attanagliano i parenti e i ricercatori. Ieri le ricerche sono ripartite, portate avanti dalla Croce rossa, Forestale, Vab, Protezione civile, Bandite di Scarlino, cacciatori e volontari tutti coordinati dai vigili del fuoco. Gente, che per lavoro o per passione, quei boschi li conosce da una vita. Una task force proposta dai figli di Proia al sindaco Eleonora Baldi, che subito si è data da fare con la Prefettura di Grosseto per organizzare l’iniziativa. Su e giù per le campagne di Valli, a setacciare centimetro per centimetro quella fetta di macchia, ricca di sentieri e circondata da strade trafficate. Ancora una volta, dopo le ricerche costanti che hanno seguito quel 3 novembre, quando Proia si è perso mentre cercava funghi insieme alla sua famiglia. E ancora una volta, il bosco non ha voluto dare nessuna traccia. Dell’ex carabiniere ci sono soltanto i volantini appesi ai cipressi e una storia che ha dell’incredibile. Perché non c’è solo lo spazio ristretto e rastrellato dai soccorritori senza esito a colorare di giallo la scomparsa, ma anche quella camminata affaticata di Proia, alle prese con problemi fisici, che di fatto gli impedivano di muoversi rapidamente. Come ha fatto allora a sparire nel nulla? Sono decine le domande che vengono fuori da questa vicenda: il problema è che non c’è neanche una risposta.
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