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Sì al regolamento urbanistico

L’assessore: «Strumento nuovo, senza consumo di suolo»

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CASTELL’AZZARA. Il consiglio comunale approva all’unanimità il primo regolamento urbanistico, ma intanto la filosofia del primo cittadino guarda alla riunificazione dell’Amiata. Uno strumento attesissimo e ormai indispensabile, il regolamento urbanistico, che «Va a terminare - afferma l’assessore all’urbanistica Patrizio Travagli– un lavoro di rilievo che ha impegnato per due anni professionisti, personale tecnico interno e amministratori. Il regolamento urbanistico approvato, valido per cinque anni, diventerà lo strumento di governo del territorio con il quale disciplinare tutte le trasformazioni relative agli insediamenti ed alle infrastrutture, fornendo regole certe che possano dare impulso allo sviluppo del territorio. Lo strumento urbanistico rende operativo il piano strutturale coordinato per i comuni di Castell’Azzara, Pitigliano e Sorano, approvato nel maggio 2010, che è stato integralmente recepito. Il processo di redazione ha tenuto conto delle peculiarità del territorio, coniugando sostenibilità e sviluppo, orientando le scelte al recupero ed alla conservazione del patrimonio edilizio esistente, nella più stretta tutela ambientale, dando evidenza all’agricoltura ed alle attività ad essa connesse, considerata come un presidio per il buon mantenimento dell’ambiente e più in generale del territorio. Con l’obiettivo di consegnare alle future generazioni un territorio integro, che sappia ricordare le origini e la storia, ma anche in grado di intercettare quelle necessità di sviluppo sostenibile che l’amministrazione comunale auspica possano esserci, si conclude l’iter mediante l’approvazione avvenuta all’unanimità».

Il comune di Castell’Azzara, dunque, guarda a un regolamento incentrato sul «riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, prevedendo comunque zone di completamento del precedente piano regolatore. Speriamo che vi sia chi ha voglia di utilizzare queste opportunità», conclude Travagli. Dal canto suo, il sindaco Marzio Mambrini per lo sviluppo di Castell’Azzara continua ad avere la sua precisa opinione: «Il mio auspicio è la riunificazione dell’Amiata senese e grossetana. Visto che le province sono al “canto del cigno” e oggi si ragiona in termini di aree omogenee, l’unica possibilità di sopravvivenza, per la montagna, è guardare alla sua riunificazione. Intanto siamo nell’Unione dei comuni Amiata grossetana, ma lo sforzo comune, credo, è quello di andare all’unificazione, unico meccanismo possibile per non chiudere bottega». (f.b.)

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