Il Tirreno

Grosseto

Pescasportivi, appello per il campo di gara

«Le istituzioni ci aiutino a metterlo in sicurezza e ampliarlo: potrebbe essere occasione di sviluppo»

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ISTIA D’OMBRONE. «Perché non provare non solo a ripristinare ma addirittura ad ampliare il campo gara per i pescasportivi da Istia d’Ombrone alla Steccaia? Potrebbe anche essere un’occasione di sviluppo turistico».

Il suggerimento viene dai frequentatori di quello che una volta era il campo per la pratica agonistica e amatoriale, creato dalla Fipsas, la federazione di Grosseto. “Era” perché adesso «le piene devastanti» hanno reso la zona difficilmente praticabile. Un problema («una bomba a orologeria») non solo per la pesca ma anche per l’abitato di Istia e quello di Grosseto.

«Vorremmo sensibilizzare e richiedere il fattivo interessamento del Consorzio di Bonifica Grossetana, e della Provincia, per mettere, e mantenere la zona in sicurezza», scrivono in una lettera aperta indirizzata alle istituzioni tramite il nostro giornale.

I pescasportivi ritengono che «le sponde in prossimità del ponte di Istia andrebbero rinforzate come già previsto da una serie di progetti a tutt'oggi ineseguiti, e gli alberi che ostruiscono il corso del fiume, andrebbero rimossi». L’ideale sarebbe «scavare il letto del fiume da tutti i detriti accumulati negli ultimi anni tanto da farlo diventare quasi un fiume pensile con conseguenze devastanti sul piano di campagna. Se poi l'intervento di manutenzione straordinaria non più rimandabile - pena il rischio concreto per la città - si sposasse con il nostro sogno di disporre di una zona fantastica per l'esercizio delle pesca amatoriale ed agonistica, la cosa sarebbe, e crediamo assolutamente fattibile».

I pescatori e la Fipsas assicurano che continueranno «ad impegnarci come fatto fino ad ora, anzi, coltiviamo un sogno e lanciamo un progetto: ampliare il campo di gara, creare ciò che in altre zone d'Italia è stato già creato, cioè una risorsa per lo sport, per il turismo per l'economia locale, che in un tempo di crisi come questo, non può che trarre giovamento da una simile iniziativa. Un campo di gara nazionale consentirebbe alle nostre associazioni e società sportive di organizzare 40/50 manifestazioni annuali tra gare nazionali regionali e provinciali, competizioni frequentate da centinaia di concorrenti. L'organizzazione di tali eventi porterebbe un afflusso di persone nel corso dell'anno valutato in alcune migliaia. Si è calcolato nelle altre strutture Italiane, che per ogni euro investito in questo campo si generano ricavi direttamente e nell'indotto: non male per una provincia in notevole affanno dal punto di vista economico».

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