Il Tirreno

Grosseto

Nessuna oscillazione nella qualità di vita dei grossetani

di Maurizio Bernardini

La città di Canapone resta al ventottesimo posto Aumentano i furti e la banda larga non decolla

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GROSSETO. La Maremma, anche quest’anno, vale il 28° posto. Arriva l’appuntamento con Qualità della vita, tradizionale ricerca condotta dal Sole 24 Ore. Il più autorevole quotidiano economico italiano ha passato ai raggi x le 107 province dello Stivale. Risultato? Per noi non si è mosso nulla. Ventottesimi eravamo nel 2012 e ventottesimi siamo nel 2013.

È la fotografia di una provincia ferma, quasi piegata su se stessa. Ma con la crisi economica che morde i portafogli delle famiglie, forse, il risultato non è poi così aspro. «È una Grosseto che non si dà per vinta» ha commentato, soddisfatto, il sindaco Bonifazi.

Il metodo. Sei le aree prese in considerazione: affari e lavoro, ordine pubblico, popolazione, servizi e ambiente, tempo libero, tenore di vita. Ognuna di queste è suddivisa in altri sei indicatori, alcuni modificati rispetto allo scorso anno. Affari e lavoro. Ancora sesti in Italia per numero d’imprese registrate. Migliora il peso delle esportazioni: siamo 89esimi. Peggio di noi fanno 18 province su 107. Alla fine dei conti strappiamo un dignitoso 35esimo posto complessivo.

Ordine pubblico. Qualche campanello d’allarme deve suonare: nel 2012 eravamo 29esimi, oggi perdiamo tre posizioni. Occhio all’auto: dal 10° posto del 2012 scivoliamo al 19esimo. Migliora la brutta tendenza sui furti nelle abitazioni, l’asticella si ferma al 66esimo posto (nel 2012 eravamo 75esimi).

Popolazione. Da sempre fiore all’occhiello della Maremma, anche quest’anno non delude: siamo ottavi. La bassa densità abitativa ci premia, quinti in Italia. Aumenta il rapporto immigrati-popolazione: perdiamo due posizioni (40esimi). Male la famiglia: perse, di colpo, 21 posizioni. Divorzi e separazioni ogni 10mila abitanti ci regalano un poco invidiabile 73esimo gradino.

Servizi e ambiente. L’anno scorso avevamo chiuso questo scorcio di classifica con un 71esimo posto. Quest’anno riusciamo a fare peggio, impantanati al 74esimo, contornati da manciate di realtà del profondo sud. Eppure, qualche nota positiva c’è: nel 2012 eravamo 67esimi per la percentuale di asili in rapporto ai bambini. Oggi siamo 28esimi. A tenerci con i piedi per terra ci pensano le lungaggini per espletare le cause civili: crolliamo dal 32esimo al 55esimo posto. Migliora il tasso di emigrazione ospedaliera che resta, comunque, troppo alto. Il dato dello scorso anno ci vedeva a un poco lusinghiero 69esimo posto. In questo 2013 guadagniamo cinque gradini.

Tempo libero. Altro che utilizzo dei computer, in Maremma si va ancora con il piccione viaggiatore. Piomba in basso il risultato sulla copertura della banda larga: nel 2012 eravamo 68esimi in Italia, adesso 79esimi. Meglio di noi Brindisi e Oristano. Bene la percentuale di sale cinematografiche e pubblici esercizi per abitante (quinti e noni). Risultato complessivo? 17esimi.

Tenore di vita. Tutto invariato, siamo 53esimi. Scarsi i depositi bancari per abitante (74esimi). Metà classifica per il valore aggiunto pro capite (24mila euro e rotti, 46esimi) e per le pensioni.

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