Finanza
Leonello abbassa la saracinesca per sempre
Chiude lo storico negozio d’abbigliamento di corso Carducci: «Affitto raddoppiato, il centro è morto»
Non fanno tutti lo stesso rumore. C’è qualcuno che, quando chiude, porta con sé un pezzo di storia. È il caso della boutique di Carlotta Casini. Sì, perché il locale Leonello, tempio dell’abbigliamento per uomo su corso Carducci, il 25 gennaio abbasserà la saracinesca. Per sempre. E lo farà dopo quasi un secolo di attività. «Era lì dal 1920» ci ha detto, emozionata, la figlia di Mario Casini, storico e stimato imprenditore grossetano scomparso la scorsa estate all’età di 68 anni. Anche lui era d’accordo nel mollare la presa su di una scommessa che, con la crisi economica sempre più forte, era divenuta insostenibile. «Vendiamo – dice Carlotta Casini - abiti di alta qualità e dunque di alto costo». Tutta merce per un pubblico che qualche penna raffinata identificherebbe con il nome di alta borghesia. «Sono liberi professionisti, ingegneri, architetti, gente che con il lungo andare della crisi ha pian piano rinunciato a comprare certe cose». E la Casini non se l’è sentita di toccare il pregio della merce in vendita: «Non ho voluto abbassare la qualità dei prodotti offerti e gli incassi sono calati». Ma come sempre, quando un “giocattolo” ben avviato come il Leonello si rompe, significa che si sono messe in mezzo molte variabili. Ecco, una di queste è la stessa che strozza molti imprenditori del centro storico (e non solo): il caro affitti. «Quel fondo non è nostro. Quest’anno ci è stato chiesto di pagare 4mila euro al mese. Una cifra doppia rispetto al passato. Chi riesce a tenere botta lo fa perché ha un locale proprio o perché abbassa la qualità. Ma ripeto, prima di snaturare il negozio, fare debiti o mettere di mezzo i dipendenti ho preferito vendere». E visti i chiari di luna l’operazione non è andata poi così male: «Il centro storico dalle 7 di sera in poi fa paura. Lasciate perdere il periodo delle feste, qui non c’è nessuno. Sono contenta di essere riuscita a vendere, è cosa rara. Va via un pezzo del mio cuore. Quel negozio era di mio nonno prima e di mio padre poi. Una cosa deve essere chiara: non lo vendo perché devo fare altre cose. Abbiamo altre attività da gestire, ma chiudiamo perché non è più un negozio per questa città». Il Leonello era stato messo in vendita in un’agenzia bolognese. «Anche lì mi hanno detto che la piazza di Grosseto non è più considerata nulla. Il nostro territorio non attrae più le catene estere. La città ha avuto un calo enorme negli ultimi quattro, cinque anni. Lascio una commessa che ha lavorato con me per 14 anni, una professionista». Chiude così uno dei locali più antichi e apprezzati della città. La liquidazione andrà avanti fino al 25 gennaio. Poi giù la saracinesca. Per sempre. (m.b.)
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