Finanza
Bonifica, Bellacchi e associazioni ok
Nel voto per il nuovo Consorzio vincono il presidente uscente e i rappresentanti di categoria. Ma i 5 Stelle esultano
GROSSETO. Il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud non sfugge di mano a chi per decenni ha tenuto le redini del “rottamato” Consorzio di Bonifica Grossetano. Sono infatti il presidente uscente (in carica dal 1996) Fabio Bellacchi e la sua lista “Insieme per il territorio” a stravincere le elezioni per la nomina del consiglio direttivo del neonato Consorzio Toscana Sud.
Niente di nuovo sotto il sole, dunque, a parte le denominazioni societarie? Non proprio, o non del tutto. Perché il Movimento 5 Stelle, entrato in pista all’ultimo tuffo con i suoi candidati con l’obiettivo dichiarato di far mettere il naso ai cittadini anche in questo ente, ce l’ha fatta: due consiglieri eletti.
Ma veniamo ai risultati delle elezioni di sabato scorso, precedute – proprio in virtù della inattesa mobilitazione a 5 Stelle – da un inedito clamore mediatico. Il primo dato è quello sulla partecipazione: 4660 votanti (divisi fra le province di Grosseto e Siena), che in termini assoluti non sono tantissimi ma che danno comunque proprio a questo Consorzio il record di affluenza regionale in termini percentuali.
Per il resto, Fabio Bellacchi forever: 681 preferenze personali (quasi il 15 per cento dei voti totali) e il 74 per cento incassato dalla lista “Insieme per il territorio” nelle tre sezioni elettorali, lanciano “l’imperatore della bonifica” verso l’ennesima poltrona di comando della sua storia politica e manageriale. A eleggere il primo presidente del Consorzio 6 saranno i 14 consiglieri designati dal voto di sabato scorso. E vista la “maggioranza bulgara” di 12 a 2 di cui gode Insieme per il territorio, il presidente uscente (nonché primatista di preferenze) non dovrebbe avere avversari. A meno che all’interno della lista vincitrice non si muovano altre dinamiche, con accordi mirati a premiare con la presidenza il grande impegno profuso in campagna elettorale dalle associazioni di categoria (Cna, Confartigianato, Ascom e Confesercenti), schierate con i loro “pezzi grossi”. Su tutti spicca l’eccellente risultato personale di Renzo Alessandri, direttore di Cna che nella Sezione 1 raccoglie 511 preferenze, secondo assoluto del lotto.
Ma se questi scenari guardano a un futuro ancora tutto da decifrare, presente e concretissima è la soddisfazione degli “outsider”, i 5 Stelle.
«Un risultato davvero importante», dice Giacomo Gori, leader del Movimento a Grosseto commentando i 1147 voti racimolati nelle due sezioni su tre in cui la lista è riuscita a presentarsi. «Importante _spiega Gori _ specie se paragonato alla mobilitazione messa in campo dall’altra parte: intere associazioni di categoria, valanghe di mail, tantissime deleghe...».
Le deleghe, per capirsi, sono quelle che consentivano a un soggetto fisico di votare per altri, fino a tre voti al massimo per ogni persona alle urne. «Noi _ dice orgoglioso Gori _ niente deleghe. I nostri sono andati davvero a votare, uno per uno: dal punto di vista della partecipazione, una vittoria». Che fa il paio con quella, concreta, dei due eletti: Massimiliano Marcelli (sezione 1) e Roberto Fanti (sezione 2): «Il doppio del nostro obiettivo», assicura Gori, che poi “tranquillizza” Bellacchi. «Stia tranquillo – sorride il leader di M5s – lo spirito con cui ci approcciamo a questa avventura è costruttivo. Verificheremo dall’interno l’azione del Consorzio e se tutto sarà corretto nessuno dirà nulla. Semplicemente d’ora in avanti questa gestione sarà condivisa da tanti cittadini. Molti dicono che questi Consorzi sono carrozzoni. Intanto conosciamoli meglio. E se scoprirermo che sono davvero da eliminare, non ci tireremo certo indietro».
Chi invece questi Consorzi sembra ritenerli del tutto inutili è Leonardo Marras, che ribadisce le perplessità per una situazione a suo dire paradossale. «In tutta la Toscana – scrive Marras – organizzare il voto per i Consorzi di bonifica è costato un milione di euro. Il paradosso è che le funzioni dei Consorzi potrebbero essere tranquillamente gestite dalle Province, che fra poco dovrebbero perdere il loro status di Enti elettivi, nonostante sia previsto dalla Costituzione. In questo Paese capita che l'espressione democratica del voto venga abolita per decreto governativo cavalcando l'onda dell'antipolitica, senza che nessuno s'indigni. E allo stesso tempo succede che qualcuno, come il Movimento 5 Stelle, si esalti per aver preso mille voti alle elezioni del Consorzio di bonifica, autocelebrandosi per una vittoria di Pirro. Molto simbolica ma di nessuna sostanza».
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