Il Tirreno

Grosseto

«Voglio la tessera» Bianciardi scrive ai garanti comunali

di Gabriele Baldanzi
«Voglio la tessera» Bianciardi scrive ai garanti comunali

L’ex vicesindaco protesta: decisione ingiusta e penalizzante «Mi hanno azzoppato proprio alla vigilia dei congressi»

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CAPALBIO. All’ex vicesindaco Settimio Bianciardi, a metà ottobre, è stato negato il rinnovo della tessera del partito democratico. A rigor di statuto. Bruno Piccolotti, allora segretario dell'unione comunale di Capalbio, ha compiuto questa scelta dopo averla ponderata - pare - con i vertici provinciali del partito. Bianciardi, nel frattempo, si è rivolto ai garanti comunali, con una lettera-ricorso, chiedendo il ravvedimento su una decisione ritenuta «ingiusta, ingenerosa, penalizzante», sono le sue parole.

Nell’ultimo mese la questione è passata in secondo piano. C’è stato ben altro da registrare: la caduta del governo Bellumori, il commissariamento del Comune, i nuovi vertici del Pd locale. E si sono insediate anche tre nuove figure di garanzia nel partito. «Ma una risposta io non l’ho ricevuta  – commenta il diretto interessato, Bianciardi appunto - eppure prima o poi ci terrei ad averla. Non è che non ci dormo la notte, eh, ma al tempo stesso non lascerò che la questione finisca nel dimenticatoio».

Piccolotti, chiamato in causa, non vorrebbe parlare («Chiedete al nuovo segretario, ho già detto tutto quello che dovevo dire»), ma poi precisa: «Sulla tessera a Bianciardi rifarei la stessa scelta. Io – sia chiaro - non sto né con Bellumori né con Bianciardi. Sto col Pd. Quando Bianciardi ha richiesto la tessera per partecipare alle operazioni congressuali, si era già consumata la rottura e stava da un’altra parte. Non solo. Per sue responsabilità l’amministrazione guidata dal Pd era avviata al commissariamento. Ora, pur con i limiti che si riscontrano in ogni esperienza amministrativa, un po’ tutti riteniamo che Bellumori e la sua squadra abbiano ben operato e gli iscritti, i sostenitori e i cittadini stentano a comprendere cosa è davvero accaduto. Non mi pare, insomma, che Bianciardi negli ultimi mesi abbia lavorato per fare del bene al Pd». 

Ma anche il nuovo segretario Pd di Capalbio - Marco Donati - non è proprio nelle grazie di Bianciardi. «Con Donati – è Bianciardi a parlare – non ci sono rapporti. Anche quando eravamo in giunta c’erano problemi di comunicazione, per usare un eufemismo. Diciamo che siamo incompatibili. Troppe volte si è permesso di dare giudizi gratuiti sul sottoscritto…».

Bianciardi, fino al diniego espresso da Piccolotti, ha sempre avuto la tessera del partito. Per un periodo lungo 26 anni. Prima quella del Partito comunista italiano, poi quella del Pds, infine quella con i simboli di Ds e Pd. «Un percorso lineare – aggiunge – a differenza di altri».

Oggi l’ex vicesindaco, in attesa di entrare in campagna elettorale su Capalbio, sta cercando voti per Matteo Renzi in vista dell’8 dicembre. «Ma – lo scriva – sono deluso. Mi hanno azzoppato alla vigilia dei congressi, a cui tenevo partecipare. Una scelta fatta a tavolino con motivazioni discutibili. Ma non finirà qui». E c’è da crederci. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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