Sicurezza
Tacconi: «Basta guerra L’istituto si fa a Follonica»
FOLLONICA. «Dobbiamo uscire da queste dinamiche di campanile» dice Cinzia Tacconi. Una parola, quando si tratta di Follonica e Massa Marittima. L’ultimo spunto di bisticcio tra le due città (dopo l’u...
FOLLONICA. «Dobbiamo uscire da queste dinamiche di campanile» dice Cinzia Tacconi. Una parola, quando si tratta di Follonica e Massa Marittima.
L’ultimo spunto di bisticcio tra le due città (dopo l’ufficio delle entrate, la tenenza dei carabinieri, il servizio sanitario e via discorrendo) è la proposta inserita nella delibera portata in consiglio provinciale, in cui è prevista la realizzazione di un istituto femminile socio sanitario sul golfo, richiesto proprio dalla dirigenza scolastica follonichese.
Un’idea contro cui sono insorte subito le istituzioni massetane, preoccupate che questo creerebbe una maggiore attrattiva scolastica sulla città balneare a scapito della propria. Campanili?
«Un meccanismo perverso» dice l’assessore provinciale all’Istruzione, follonichese doc. È molto chiara Tacconi a riguardo: «i contenuti della delibera non cambieranno. Faremo altri incontri in maggioranza, ma non vedo motivi per cambiare».
Il problema, secondo lei, è quando si tratta di Follonica e Massa Marittima «non si ragione in termini di territorio comune, ma di campanili». Prendiamo il socio sanitario. La richiesta di un istituto come questo arriva direttamente dal dirigente scolastico di Follonica, che chiede un professionale da destinare anche al mondo femminile, visto che ad oggi sul golfo c’è soltanto l’ex Ipsia. Un professionale meccanico insomma, a monopolio maschile.
«Quando abbiamo fatto i primi incontri io ho espresso il mio pensiero, secondo cui non serviva cambiare l’assetto scolastico nella zona nord» spiega Tacconi. La media dice che ci sono 1.200 studenti per 12 indirizzi e tanto basta, a una prima occhiata.
«Ma in commissione consigliare sono venuti fuori aspetti come l’abbandono scolastico e la mancanza di un’offerta per le categorie più fragili, che non vogliono fare liceo o commerciale». Un professionale appunto. La domanda posta è stata: dove farlo?
«È un istituto rivolto, come detto, anche alle categorie più deboli. Farlo a Massa Marittima quando il bacino d’utenza più grande è a Follonica significa quindi costringere i ragazzi e le famiglie a fare conti con il servizio pubblico (dove vengono tagliate sempre più corse) e con gli abbonamenti dell’autobus. Insomma: non è giusto penalizzare un numero maggiore di ragazzi facendogli raggiungere un luogo difficilmente raggiungibile».
Tacconi spiega anche che, nelle richieste inserite nella delibera, ci sono comunque anche quelle di Massa Marittima. E non solo per aggiungere un indirizzo all’enogastronomico, ma anche quello di trasferire scienze applicate al Bernardibo Lotti, dove si dispone di laboratori migliori.
«Se ne può discutere – dice l’assessore – Sempre pensando a un sistema territoriale». È questo il punto alla fine. Quello che Tacconi definisce «meccanismo perverso». «Tutto quello che viene proposto per Follonica dovrebbe colpire Massa e viceversa». Non c’è una visione generale, sistemica dell’organizzazione, secondo l’assessore. C’è il campanile.
«È importante avere più presidi di qualità possibile. Io capisco le preoccupazione delle istituzioni massetane, ma alla fine negli anni Follonica è cresciuta notevolmente con la sua popolazione. Le due città devono puntare sulle proprie caratteristiche (come la storia Massa e i servizi Follonica) e non continuare a litigare su ogni proposta».
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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