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il giallo di gavorrano

Si cerca il corpo di Francesca nella discarica

Si cerca il corpo di Francesca nella discarica

Senza esito il sopralluogo della polizia e dei carabinieri all’impianto di Cannicci

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PAGANICO. Ci sono chilometri e chilometri di distanza, tra la villa di Potassa dove Francesca Benetti, la cinquantacinquenne di Valdagno, sarebbe stata uccisa e la discarica di Cannicci, nel comune di Civitella, dove ieri mattina si sono concentrate le ricerche delle quattro squadre dell’anticrimine della polizia arrivate da Firenze insieme ai carabinieri. E c’è stato anche un momento di speranza, quando uno degli agenti dell’anticrimine ha trovato un tratto di rete divelta. Una specie di buco nella recinzione della discarica, un segno che sarebbe potuto essere utile alle indagini. E invece, sono stati i tecnici dell’impianto a spiegare che la recinzione, in quel punto, era stata tolta proprio per permettere dei lavori di movimentazione della terra.

Le ricerche sono cominciate ieri mattina presto. Alla discarica di Cannicci polizia e carabinieri hanno controllato tutti gli accessi all’impianto, accertandosi che tutto fosse in ordine: che non ci fossero, insomma, segni di effrazione ai cancelli o alle porte d’ingresso dell’impianto. Nulla, nessun segno del passaggio di alcuno da quella discarica. E nemmeno la possibilità di effettuare un’analisi del terreno. Nel caso in cui il corpo della donna fosse stato gettato in un compattatore e poi scaricato nella discarica, sarebbe impossibile trovare alcunché.

Gli impianti di videosorveglianza delle discariche, anche quelle della provincia di Siena, non hanno registrato movimenti “anomali” agli ingressi e alle uscite.

Le ricerche, quindi, proseguono anche se le speranze di trovare il corpo della donna sembrano ridursi giorno dopo giorno. Non c’è infatti alcuna indicazione precisa su dove andare a cercare.

Antonino Bilella, l’uomo accusato di aver ucciso la donna e di averla fatta sparire, non ha risposto alle domande dei magistrati. Ha soltanto detto, ribadito, spiegato più volte, che lui con questa storia non c’entra nulla. Che lui ha visto andare via, a bordo della sua auto, Francesca Benetti la mattina della sua scomparsa. Poi, l’Opel Corsa della donna è stata trovata alla stazione di Follonica, ma le telecamere di sorveglianza erano spente. E non c’è quindi un riscontro nemmeno al fatto che il custode di 69 anni sia salito in treno per tornare a casa, a villa Adua appunto. Possibile che nessuno, tra Potassa, Follonica e Gavorrano, abbia visto nulla?

Un domanda che si pongono gli investigatori e anche i familiari e gli amici di Francesca, che dall’inizio del mese sono con il fiato sospeso a seguire gli sviluppi di questo giallo per ora senza soluzione. (f.g.)

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