Il Tirreno

Grosseto

Seicentomila euro dalla Syndial

Seicentomila euro dalla Syndial

Il Comune ha incassato la vendita dei terreni al Casone: soldi per la nuova scuola

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SCARLINO. Seicentomila euro puliti, che entrano nelle casse del Comune di Scarlino con diverso anticipo rispetto al previsto.

È Syndial a sborsare questo bel gruzzoletto, così come era negli accordi, dopo la vendita di cinque ettari di terreno nella zona del Casone. Stando ai patti, infatti, la società milanese avrebbe dovuto prima bonificare quell’area, poi metterla sul mercato e infine versare nelle casse pubbliche scarlinesi il corrispettivo dell’ente. Un’operazione che sarebbe dovuta durare degli anni e che invece si è consumata nell’ultimo periodo, visto che Syndial ha venduto tutto alla Nuova Solmine.

Ma il Comune ora non si ferma ai soli progetti da fare con i seicentomila euro: vuole proporre alla nuova proprietà del terreno, a cui spetterà comunque portare avanti le bonifiche, di utilizzare soltanto aziende della zona per i lavori. È una bella notizia per Scarlino, su questo non ci piove. Ma l’amministrazione, che nei giorni scorsi ha portato la vicenda in consiglio comunale, ora vuole sfruttare al meglio l’occasione. Partendo proprio dai soldi: seicentomila euro infatti possono essere anche un problema con il Patto di Stabilità, che impedisce agli enti di investire anche se hanno risorse.

Per questo, gli uffici stanno lavorando per capire se conviene far versare la somma già nell’anno in corso (giunto ormai alla sua conclusione) oppure se attendere il prossimo esercizio. Intanto comunque si fanno dei progetti. «Con questi soldi potremmo dare il via al primo stralcio della scuola elementare dello Scalo, una volta risolta la vicenda, così da recuperare il ritardo accumulato al Tar – spiega il sindaco Maurizio Bizzarri – Ma ci sono anche altre proposte, come quella di destinarli in parte al disagio abitativo. Valuteremo con attenzione».

Le proposte infatti non mancano e nella maggioranza si discute come poter utilizzare questi fondi. «Per ora valutiamo le varie modalità di versamento nelle nostre casse. Poi vedremo» continua Bizzarri. Sono una manna quei cinque ettari (chiamati “Area Vasche”) venduti alla svelta.

Senza contare la possibilità ora di far lavorare anche le aziende del territorio. Syndial infatti, con ogni probabilità, avrebbe affidato a ditte esterne il compito delle bonifiche. Ma adesso che i terreni sono di Nuova Solmine, l’idea del Comune è quella di chiedere l’impiego dei lavoratori della zona.

Alfredo Faetti

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