Il dolore
«Rateizzare il debito o sarà guerra»
Peep Pizzetti: il presidente della Coop Serenissima attacca l’assessore Ceccarelli e manda un chiaro messaggio al Comune
GROSSETO. Peep Pizzetti: ci sono 8 milioni di euro da ripianare e qualcuno dovrà metterceli. Due sentenze non fanno dormire 400 famiglie e diverse coop. Nel 2007 la Corte costituzionale ha gonfiato gli euro destinati a chi subisce un esproprio. Qualche tempo fa, proprio in virtù di questo indirizzo, la Corte di appello di Firenze ha dato ragione a due proprietari terrieri che hanno chiesto e ottenuto il diritto a un conguaglio di 8 milioni di euro per le aree cedute. Il Comune ha messo la cifra (in entrata e in uscita) nell’assestamento di bilancio approvato giovedì. L’amministrazione sta cercando anche un accordo per proporre mutui agevolati. Ma monta la polemica.
In ballo ci sono le coop che hanno dato vita al Peep e sono legate da vincolo di solidarietà. Roberto Gucci, presidente de La Serenissima, una delle realtà interessate, si fa sentire: vuol difendere l’immagine delle cooperative _ secondo lui messa a repentaglio da alcune frasi dell’assessore Luca Ceccarelli _ e guarda alle possibili vie d’uscita.
Presidente, Ceccarelli ha detto che famiglie imprese e cooperative sono sempre state informate e che “nessuno può cadere dal pero”. Una frase che non le è piaciuta.
«Può essere interpretata come se le cooperative avessero preso in giro i soci. E magari un avvertimento, come dire “state alla larga dalle cooperative”. Questa è una cosa non solo inaccettabile, ma presta il fianco a possibili danni d’immagine di cui valuteremo le eventuali conseguenze. Secondo me è l’assessore che casca dal pero: in tutta questa vicenda non ci ha mai convocati direttamente. Non solo, all’ultima riunione con l’amministrazione, il 15 ottobre, c’era un’ampia rappresentanza di dirigenti del Comune con in testa il segretario generale, ma non c’era nessuno della giunta, tantomeno l’assessore al Peep. La riunione fu fumosa e chiedemmo di essere riconvocati in attesa di proposte concrete. Dovevamo rivederci entro una quindicina di giorni, è passato più di un mese e le informazioni le abbiamo avute dai giornali”».
Voi avevate informato tutti?
«Non solo abbiamo informato i soci, ma abbiamo anche dato loro copia della convenzione. Che venisse fuori una cifra del genere nessuno poteva saperlo. Saremo a fianco dei nostri soci, perché qui alla fine viene fuori la conclusione che l’alloggio in area Peep sarà costata di più rispetto a quello su libero mercato. E se sei assessore al Peep dovresti preoccuparti di queste cose».
Qual è il vostro coinvolgimento?
«Abbiamo 36 alloggi conclusi e quasi tutti rogitati, 11 li consegniamo entro gennaio e 18 dobbiamo costruirli».
Esiste anche un centro servizi.
«Sì. Ancora il Comune non l’ha assegnato. Ci è costato 200mila euro».
C’è l’ipotesi di usarlo come merce di scambio per alleggerire il debito milionario.
«Se ci riescono sono il primo ad applaudire. Ma la vedo dura. Sarebbe qualcosa, ma si potrebbe recuperare meno di un milione».
Quali le realtà interessate?
«Oltre a noi parteciparono al bando e ebbero l’assegnazione delle aree il Cograe, la Comit (in qualità di consorzio installatori), La Serenissima, Nuova Grosseto, Etrusca ed Eclisse. C’erano anche Ediltel e Consorzio Etruria, ma sono finite in concordato».
Che rapporto hanno le coop col Comune?
«Ceccarelli dovrebbe considerare le cooperative interlocutore privilegiato. Noi permettiamo, realizzando le aree popolari, di assolvere al fine sociale del Peep stesso e cioè consentire l’accesso alla casa alle categorie più bisognose, quelle che hanno meno risorse. In 40 anni abbiamo costruito centinaia di alloggi, spesso con finanziamenti agevolati».
Come va a finire questa storia?
«Qui serve rateizzare almeno in 15, 20 anni».
E se non si fa così?
«Guerra totale. Anche farla in cinque anni sarebbe un massacro. Il rischio è di dare il via a un contenzioso infinito. Sarebbe messa a rischio anche la sopravvivenza della coop».
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