La manifestazione
IL SOCIALE QUESTO SCONOSCIUTO
Che cosa è sociale a Grosseto? Sono il sociale i 48 euro di spesa pro capite che il Comune può vantare? Oppure è sociale la scelta di aumentare a tutti l’addizionale Irpef non tenendo più in conto la...
Che cosa è sociale a Grosseto? Sono il sociale i 48 euro di spesa pro capite che il Comune può vantare? Oppure è sociale la scelta di aumentare a tutti l’addizionale Irpef non tenendo più in conto la capacità di reddito di ognuno? È sociale il tentativo per fortuna poi naufragato di “aiutare” i grossetani che abitano in un alloggio Peep chiedendo loro cifre esorbitanti e ingiustificate per riscattare la piena proprietà della casa?
È doveroso farsi certe domande nei giorni in cui Coeso e Caritas rendono noti dati sempre più preoccupanti sul dilagante disagio che si materializza a Grosseto, dove ci sono sempre più persone senza lavoro o in cassa integrazione e dove molte famiglie non ce la fanno a far fronte al costo della vita e ai bisogni primari.
Invece notiamo che chi amministra Grosseto e anzitutto il Bilancio è più impegnato a perdere tempo nella guerra intestina nel Pd per affermare la propria “supremazia politica” invece di lavorare per una politica fiscale che tenga conto seriamente dei disagi veri (famiglie, commercio, imprese) e dei problemi concreti.
Siamo preoccupati e riteniamo inaccettabile che si avallino scelte che urtano palesemente con un’idea solidaristica della società, in cui ciascuno paghi e contribuisca secondo le sue possibilità. Ci domandiamo come possa essere digeribile la scelta di mettere sullo stesso piano, quando c’è da far pagare, chi ha un reddito di 50mila euro rispetto a chi non supera i 10mila; e come si possa accettare di dare con una mano a chi ha più bisogno e poi togliere con l’altra.
La situazione delle aree Peep è emblematica. Si è tentato di spolpare decine di famiglie considerate polli da spennare facendosi scudo di leggi che sembravano rendere obbligatori quegli aumenti, per poi svoltare pericolosamente sotto la pressione delle proteste. Ancora più emblematica la confusa gestione degli asili: alle famiglie che si dice di voler aiutare si chiedono perfino i soldi per i giorni di settembre in cui il servizio non era neppure partito!
Ormai il patto di fiducia si è rotto se ogni volta chi vuol far sentire la propria voce o il rispetto dei propri diritti è costretto a rivolgersi al difensore civico regionale o al Tar. Questa città ha bisogno di una svolta, di una prospettiva, che non può arrivare da chi la sta affossando senza pudore.
Orizzonte Civico-Lista Lolini
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