Trasporti
Il Centro democratico a Grosseto è con Renzi
Affollata riunione all’hotel Airone con amministratori locali e simpatizzanti Appoggio al sindaco di Firenze, critiche al «solito Pd», alla Regione e a Bonifazi
GROSSETO. Il Centro Democratico, il partito che in provincia di Grosseto, un anno fa, portò mille persone a votare per Tabacci alle primarie per la leadership del centrosinistra, si è riunito venerdì pomeriggio all’hotel Airone. Un’iniziativa per parlare di politica e territorio, allargata alle liste civiche “vicine”, molto partecipata e conclusa con l’endorsement a favore di Matteo Renzi.
Il leader del Cd, Gianni Chelini, intervistato dai giornalisti Gabriele Baldanzi (Il Tirreno) e Daniele Reali (Il Giunco.net) è andato già molto duro in alcune considerazioni.
«Il Partito democratico _ha detto _ con le primarie e i congressi crea delle grandi occasioni di visibilità, partecipazione, democrazia, e poi puntualmente le sciupa, riesce a farsele scoppiare in mano. Oggi non mi piace il Pd; a livello nazionale si è discusso per un mese di regole congressuali. A Grosseto si è iniziato con il cavillo su Simiani e si è chiuso con i commi del ricorso contro la Pinzuti. Ma è possibile? Per questo spero che vinca Renzi, faccia un partito diverso e poi governi l’Italia, aprendo una nuova stagione».
Ma Chelini ha bastonato anche le istituzioni locali: «Il Comune di Grosseto vivacchia. In sette anni mai un colpo d’ala, un progetto che faccia sognare, un obiettivo alto. Paghiamo una cifra enorme per i rifiuti, ci stanno impoverendo l’ospedale cittadino, la Regione è ogni giorno più matrigna (penso alla sanità, alla questione autostrada, ma non solo), eppure su questi temi Bonifazi, ogni volta, rilascia dichiarazioni imbarazzate. Non rilancia. Non dà la sensazione di combattere per chi l’ha votato. Con la chiusura delle Province il Comune capoluogo avrà un altro ruolo. La macchina andrà guidata. Cambiare passo sarà un imperativo».
Sulla sanità Chelini si è detto preoccupato non tanto per la fuga di luminari come Coratti, ma per quella dei pazienti.
Sull’autostrada tirrenica altra posizione controcorrente: «L’autostrada andava fatta quarant’anni anni fa, quando c’erano i soldi, la voleva la Democrazia cristiana e i comunisti si opponevano. Oggi, con la terza corsia sull’A1, i flussi di traffico nord-sud sono segnati. E allora molliamo Sat, marchiamo stretto Regione e Anas (che sulla Fi-Pi-Li stanno investendo risorse importanti) e lavoriamo tutti insieme per migliorare e adeguare l’Aurelia, mantenendola free. La nostra, se mai la faranno, sarebbe l’autostrada degli sfigati e ci costerebbe un occhio della testa».
Dopo Chelini c’è stato l’intervento di Bruno Detti, che ha presentato l’associazione “Il rasoio di Occam”.
«Nel nostro piccolo _ ha spiegato _ intendiamo contrastare tutti quegli enti che producono norme tra loro contrastanti, se non direttamente inutili e illogiche. Le Regioni, per esempio, nate con lo scopo di esaltare le autonomie locali, hanno finito per duplicare il centralismo, oltretutto ponendosi spesso in contrasto normativo con la legislazione statale; così come le Province sono aumentate illogicamente di numero negli ultimi anni, oltre a essere evidentemente inutili in realtà territoriali piccole come ad esempio la Valle d’Aosta o l’Umbria. In altre parole, manca ancora, in troppa parte della politica e della burocrazia pubblica, la consapevolezza che l’Italia sta collassando sotto il loro stesso peso». Infine la tavola rotonda che ha vistoprotagonisti amministratori ed esponenti del Centro Democratico di tutta la provincia.
Hanno preso la parola Simone Marchetti (consigliere comunale a Grosseto), Tiziana Tenuzzo (assessore provinciale) sul tema delle pari opportunità, Luca Ricciardi (sindaco di Campagnatico) su Coeso e sociale, Carla Minacci (consiglio di amministrazione delle Farmacie Comunali Riunite) sulla vendita delle farmacie comunali, Giuseppe Sordini (consigliere provinciale), Giovanni Balloni (sindacalista della Cisl), Mario Chiavetta e Roberto Miralli (assessori comunali a Orbetello).
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