Il Tirreno

Grosseto

È Lucia Angelucci la signora del ritratto

È Lucia Angelucci la signora del ritratto

Castel del Piano, identificata la donna: è stata una benefattrice. Ancora mistero su chi sia il vescovo

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CASTEL DEL PIANO. Il ritratto di signora, di proprietà del Comune di Castel del Piano, che è destinato al salone dei notabili di Palazzo Nerucci con altri sette ritratti di personaggi famosi, ha un nome. L’appello che era stato lanciato dalle pagine del Tirreno e che chiedeva a chi sapesse qualche notizia di comunicarla al Comitato recupero artistico e storico di Castel del Piano che sta lavorando all’arredo del salone dei notabili, ha avuto, per lo meno per il ritratto di signora, un esito positivo.

Adesso rimane di sapere di chi sia, invece, il ritratto di vescovo, ancora senza nome. La scoperta che il quadro di donna rappresenti Lucia Angelucci, di Montegiovi (Castel del Piano) si deve al dottor Marco Farmeschi, medico e ricercatore casteldelpianese, che mostrando la foto a alcuni suoi pazienti montegiovesi, ha risolto il mistero.

«Sono diverse – spiega – le persone che mi hanno detto: “Sì, questa è la signora Lucia Angelucci”. Alcune mie anziane ma ancora lucidissime pazienti non hanno avuto alcun dubbio. Dunque, il ritratto è il suo. Fra l’altro starà molto bene nel salone dei notabili di Palazzo Nerucci perché Lucia fu, dopo Giuseppe Vegni, la massima benefattrice dell’ospedale di Castel del Piano che le ha dedicato pure una targa alla memoria. Sappiamo, aggiunge Farmeschi, che nacque il 7 settembre 1861 e morì il 7 gennaio 1938 e che era sposata col signor Bilenchi, un facoltoso personaggio alla morte del quale, la signora ereditò ogni ricchezza. Infatti i miei pazienti la ricordano come una vera “signora benestante”».

Il quadro che raffigura la donna, che indossa un abito scuro in segno di vedovanza e orecchini particolarmente preziosi, mette in evidenza un medaglione che adorna l’abito e che contiene una foto, si suppone del marito defunto. Con questo quadro andrà a far parte del salone dei notabili anche l’ultimo che rimane da identificare e che fa pendant con quello della signora, avendo la medesima cornice, segno che la provenienza è la medesima.

Il ritratto ancora “in cerca d’autore” è quello di un vescovo, come dimostra l’abito che il personaggio indossa. Non è un fratello di Lucia, la quale aveva solo una sorella. Forse un parente Angelucci con questa carica? «Ho cercato in questa direzione – aggiunge Marco Farmeschi – ma ho trovato un solo vescovo con questo cognome che però non parrebbe avere con la nostra zona nessun legame. Vedremo, le ricerche continuano».

Intanto, con solo questo punto interrogativo, il salone dei notabili, voluto dal Comitato recupero, dall’amministrazione comunale e dal sistema museale Amiata, sarà inaugurato il prossimo 15 dicembre alle 17,30. Sono otto ritratti di personaggi che hanno fatto, secondo le loro inclinazioni e col loro carisma, la storia di Castel del Piano: Giuseppe Nicola Nasini, Orazio Imberciadori, Don Silvio Monaci, Francesco Ginanneschi, Angelo Ginanneschi, Giovanni Felice Antonio Ginanneschi, Lucia Angelucci e ritratto di vescovo.

È stata trasferita, per raccogliere in un unico punto museale le opere d’arte del paese, anche la Madonna Ginanneschi acquistata da una sottoscrizione popolare e che verrà sistemata in un’altra stanza del palazzo. Nel salone solo i ritratti e il progetto originale del Monumento ai caduti opera di Francesco Notari.

Fiora Bonelli

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