Il dolore
Comitato e Comune nella class action
Prosegue la battaglia legale di enti e associazioni contro le autorizzazioni rilasciate all’inceneritore di Scarlino
FOLLONICA. Un sì è stato incassato, per l’altro bisognerà attendere ancora qualche ora. Il Comitato del No ha ufficialmente aderito all’azione legale inibitoria collettiva contro Scarlino Energia capitanata dall’avvocato Roberto Fazzi che vedrà il 3 dicembre prossimo la prima udienza di fronte al giudice Giulia Conte. Strade che fino a pochi giorni fa sembravano parallele e destinate a non convergere e che invece ieri mattina si sono unite, senza nulla togliere al procedimento amministrativo per il quale è atteso il pronunciamento del Consiglio di Stato.
Il primo appello dell’avvocato Fazzi è stato raccolto dal Comitato, adesso rimane da capire come si vorrà muovere il Comune di Follonica, l’altro soggetto cui il legale si è esplicitamente rivolto. «Della questione abbiamo già discusso – spiega Mario Monciatti, presidente del Comitato per il No – siamo in presenza di due strategie processuali diverse e che necessitavano di due strade diverse. Adesso c’è convergenza di interessi e per questo abbiamo aderito all’azione legale dell’avvocato Fazzi, pur confidando ancora in un positivo accoglimento della nostra strategia in sede di Consiglio di Stato. Ieri ho firmato l’adesione a nome del Comitato e lo stesso potranno fare anche altri singoli iscritti». Due giorni fa proprio l’avvocato Fazzi aveva rivolto il suo appello anche al sindaco Eleonora Baldi: unirsi all’azione con convinzione, in modo da rafforzare quella che il legale ha definito l’unica strada concreta percorribile per bloccare l’impianto. E proprio ieri il primo cittadino follonichese ha confermato la sua personale apertura all’ipotesi: «Personalmente sono favorevole all’azione legale – spiega il sindaco – domani rientrerò a Follonica e avrò la possibilità di confrontarmi con la coalizione, la giunta e i gruppi consiliari per una decisione che vorrei fosse condivisa. La scelta dovrà essere presa in nome di quel futuro e di quei diritti che non possono diventare semplici indennità risarcitorie ma ben più concreti elementi di merito quando un’azienda si insedia nel territorio. Noi porteremo avanti la nostra battaglia per i cittadini».
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