Il dolore
Colpo al centro sociale, rubano cioccolata
Hanno scassinato i locali a Castel del Piano, presi anche 6 euro. Il presidente: «Disaffezione per le nostre iniziative»
CASTEL DEL PIANO. Nella notte fra il 26 e il 27 novembre ignoti teppisti hanno scassinato il centro sociale “Francesca Arrighi” di Castel del Piano in via San Giovanni. Misero il bottino: 5 o 6 euro lasciati dagli ospiti per qualche consumazione del pomeriggio precedente e un po’ di cioccolato.
Per entrare all’interno del centro, però, i malviventi hanno divelto le due serrande delle porte che guardano sulla strada, sono riusciti ad aprirne una e, avvalendosi di quella apertura, hanno sfondato il vetro. Da lì si sono dunque insinuati dentro il locale dove, però, hanno racimolato un ben magro bottino. Giusto un po’ di cioccolata per addolcirsi la bocca.
Del fatto, che si suppone sia accaduto in piena notte, perché nessuno, nei dintorni del centro sociale, si è accorto di nulla, se ne è resa conto la donna delle pulizie del centro che è arrivata verso le 7,30 del mattino. Viste le inequivocabili tracce dell’intrusione, la donna ha avvertito immediatamente il presidente dell’Arrighi, Roberto Scarpellini, il quale ha chiamato subito i carabinieri della compagnia di Castel del Piano e ha sporto denuncia contro ignoti.
Scarpellini, poi, ha anche avvisato del fatto l’amministrazione comunale di Castel del Piano: «Un prontissimo intervento – racconta il presidente – quello dell’amministrazione, che voglio ringraziare di cuore, perché con l’aiuto dell’ufficio tecnico e degli operai comunali ha prontamente risistemato le serrande e ha fatto cambiare il vetro rotto della porta».
«Non abbiamo subito altri danni se non questi, perché – ironizza il presidente Scarpellini – qualche spicciolo e qualche tavoletta di cioccolata non si nega a nessuno».
Scarpellini, però, è davvero amareggiato per l’accaduto: «Questo episodio – dice il presidente – dimostra che siamo arrivati a un punto di non ritorno. Siamo alla frutta, perché prendersela con un centro sociale che teniamo in piedi proprio perché c’è bisogno di dare una mano ai nostri anziani ma anche ai giovani che qui ruotano, significa non comprendere nulla del valore sociale del centro. Che dire? Parlerei di disaffettività completa e di indifferenza nei confronti delle iniziative sociali che con fatica e passione abbiamo messo in piedi. Continuo a sottolineare che dentro il centro la vera ricchezza sono le persone. Di soldi o di altri oggetti preziosi proprio non ce ne sono».
Intanto nonostante questo scossone – che comunque ha colpito al cuore la direzione e i frequentatori del centro centro sociale del paese amiatino – domenica 8 dicembre i soci terranno il loro pranzo sociale al ristorante Da Venerio.
«Saremo tanti – dice fiducioso Scarpellini – e certo non ci facciamo smontare la voglia di stare insieme, da episodi di piccolo teppismo come questi».
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