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fallimento della concessionaria

Bancarotta Zentrum patteggiano in sei

GROSSETO. Sei patteggiamenti per i fatti relativi al fallimento della concessionaria Zentrum Auto Grosseto srl (dicembre 2008), con gli amministratori - tutti residente sul Monte Amiata - imputati...

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GROSSETO. Sei patteggiamenti per i fatti relativi al fallimento della concessionaria Zentrum Auto Grosseto srl (dicembre 2008), con gli amministratori - tutti residente sul Monte Amiata - imputati anche di aver falsificato i libri e le scritture contabili, oltre che di aver dissipato o distratto ingenti somme di denaro. In altre parole: bancarotta fraudolenta.

All'udienza preliminare, Norberta Ambrogi, 53 anni, Paola Ambrogi, 49 anni, Laura Mammolotti, 39 anni, e Stefania Palmieri, 76 anni, hanno patteggiato con il giudice Valeria Montesarchio una pena di 1 anno, 4 mesi, 20 giorni. Marcello Mammolotti, 73 anni, e Massimo Mammolotti, 46 anni, hanno invece concordato con il pm Alessandro Leopizzi 2 anni. A tutti il giudice ha concesso la sospensione della pena. La posizione di Bruna Piccini, liquidatrice della società, è stata stralciata per la richiesta di rito abbreviato: l'udienza si terrà il 10 aprile, così come quella per le posizioni di Nicola Ignesti ed Eugenio Ignesti.

L'interesse della Procura di via Monterosa si era concentrato a partire dal 2001 e aveva diversificato le responsabilità a seconda delle condotte. Secondo l'accusa, gli amministratori avrebbero distratto 46mila euro, cedendoli senza causa con vari versamenti alla Ambrogi e Mammolotti snc di Paola Ambrogi e Massimo Mammolotti: tali versamenti avrebbero contribuito a causare il dissesto della Zentrum, perché Ambrogi e Mammolotti erano in conflitto di interesse. Un'altra accusa era quella di aver fatto ricorso o comunque aver continuato a ricorrere al credito dal 2003, dissimulando il dissesto. Ciò mediante la falsificazione dei libri e delle scritture contabili: nel bilancio 2003 il valore delle rimanenze delle auto sarebbe stato aumentato ad arte di 814mila euro (invece il deficit era di 429mila euro); in quello del 2004 di 575mila euro. Inoltre, gli amministratori avrebbero distratto auto e pezzi di ricambio per 421mila euro, cedendoli (nel 2005) alla Ambrogi Anacleto snc di Norberta Ambrogi: anche in questo caso vi sarebbe stato conflitto di interessi. Un'ulteriore falsificazione sarebbe avvenuta anche al momento in cui sarebbe stato fatto intenzionalmente lievitare di 1,5 milioni di euro il valore del fabbricato di via Zircone (per nascondere un deficit di 1 milione di euro): ciò sarebbe avvenuto mediante una perizia di stima dell'immobile non veritiera, per la quale è stato indagato il tecnico Dottarelli.

Il non aver chiesto la dichiarazione di fallimento, quando il deficit al 2003 era schizzato a 3,5 milioni, costituisce per la Procura un ulteriore aggravamento della situazione societaria. Contestata anche la distrazione di altri 25mila euro.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Laura Cassetta, Teresita Fontana Antonelli, Marco Guerrieri e Francesca Carnicelli.

Pierluigi Sposato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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