Il Tirreno

Grosseto

«Tares, a famiglie e imprese aliquote basse»

«Tares, a famiglie e imprese aliquote basse»

Il sindaco Franci spiega le nuove tariffe. E annuncia un bando per chi fa riqualificazione energetica

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CASTEL DEL PIANO. All’incontro organizzato da Rete Imprese Italia a Grosseto per parlare della Tares, l’Amiata c’era, rappresentata dal coordinatore della conferenza dei sindaci dell’Unione dei comuni, Emilio Landi, sindaco di Arcidosso. Che non era lì solo per Arcidosso, ma per tutti gli otto comuni dell’Unione.

Tiene a rimarcarlo il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci, dopo che alcuni annotavano nella lista dei disertori tutti i comuni dell’Unione meno uno. «Non è così – sottolinea Franci – Landi rappresentava tutti. La Tares, infatti, è materia passata alla gestione associata dell’Unione».

Franci torna poi sul problema Tares. «Impossibile tornare alla Tarsu come chiesto da Rete Imprese. La proposta è comprensibile, per carità, ma per i comuni che ormai hanno approvato i bilanci e hanno rimodulato entrate e uscite, non è più possibile».

«Un mese fa – aggiunge Franci – un decreto del governo dette la possibilità di tornare alla Tarsu per quest’anno, ma senza chiarire con quali e quante risorse sarebbe stato colmato il vuoto delle casse comunali che sarebbero dovute intervenire di tasca. Tornare il 30 novembre alla Tarsu significherebbe, per il comune, cercare 300mila euro per coprire la differenza fra le entrate Tarsu e quelle Tares».

Tuttavia, fermo restando il punto dei tagli agli enti locali («100mila euro», afferma Franci), il comune ha cercato di seguire criteri tali da gravare il meno possibile su famiglie e imprese: «Il tributo si basa su una quota fissa e su dei coefficienti. Noi abbiamo applicato il coefficiente più basso per le famiglie più numerose e, per le imprese commerciali e artigiane, i coefficienti minimi. Abbiamo escluso banche e studi commerciali per i quali è applicato il coefficiente massimo».

Si è tentato, insomma, dice Franci, «di rendere più equo possibile un tributo pesante per i cittadini, in un comune in cui la nettezza urbana costa più di 1 milione di euro, cioè il 30% del bilancio. Inoltre l’amministrazione ha compiuto altre due scelte: mantenere invariata l’addizionale Irpef e avviare iniziative a sostegno delle imprese». A giorni uscirà un bando per quelle che intendono insediarsi nelle aree geotermiche e intendano percorrere la strada della riqualificazione energetica. Il bando sarà pubblicato nel sito del Cosvig e nei siti comunali. «Infine, come Landi ha detto a Grosseto, i comuni geotermici dell’Amiata grossetana hanno costituito un fondo di 250mila euro all’anno, a disposizione dell’insieme dei comuni dell’Unione».

Fiora Bonelli

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