Il Tirreno

Grosseto

Scuole, è scontro fra Follonica e Massa Marittima

di Alfredo Faetti
Scuole, è scontro fra Follonica e Massa Marittima

L’“arena” è la Provincia: l’assessore del golfo Tacconi vuole un professionale femminile. Ma il massetano Martini dice no

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MASSA MARITTIMA. In questi casi, non è questione di campanili. Non è il derby, né i soliti sfottò. Si tratta di organizzazione tra due città molto vicine tra loro, che da sempre si dividono risorse e persone sul territorio. Una è Follonica, l’altra Massa Marittima. Sono molte le faccende in ballo tra i due grandi centri delle zona nord, ma nessuna tanto spinosa come quella delle scuole. La discussione va avanti da anni e in buona sostanza sta in questi termini: favorire una, dandole maggiore attrattiva, significa indebolire l’altra. Questa è una premessa necessaria per capire il polverone che scatenerà la decisione della giunta provinciale di Grosseto di far nascere sul golfo un istituto femminile socio sanitario. Di fronte a questa novità, infatti, Massa Marittima è già insorta: «La scelta che sembra evidenziare la volontà politica della Provincia di Grosseto di consentire il progressivo drenaggio da Massa Marittima verso Follonica – tuona il sindaco Lidia Bai - Fatto che porterà nel tempo, alla perdita dell’autonomia scolastica della nostra città», dove resiste il solo Bernardino Lotti (con l’indirizzo a classico, enogastronomico e geotecnico), di fronte al liceo scientifico, all’istituto commerciale e all’ex Ipsia del golfo. Uno scontro eterno che ora va in scena anche a palazzo Aldobrandeschi, con la follonichese assessore all’istruzione Cinzia Tacconi (ideatrice della proposta) da una parte e il massetano presidente del consiglio Sergio Martini (fermo oppositore) dall’altra. Entrambi della maggioranza targata Leonardo Marras. Entrambi Pd. L’idea del nuovo istituto la spiega l’assessore competente follonichese, Maria Luisa Bernardi. «È rivolto alle utenze più fragili, a cui non interessano gli altri indirizzi liceali o commerciali». Un professionale insomma, che oggi a Follonica è ristretto all’ex Ipsia, vera calamita per i maschi. «La nostra richiesta quindi, già avanzata un anno fa, è quella di un istituto professionale indirizzato sui servizi aperto anche alle femmine». Ed ecco il socio sanitario, inserito nella delibera che ieri è arrivata in consiglio provinciale per l’approvazione. «Il testo arrivato in consiglio non era quello cui si era giunti nelle scorse settimane - è sbottato Martini - quel testo, condiviso largamente, non prevedeva nessun tipo di variazione nell’offerta formativa della zona nord rispetto». Alla fine comunque è mancato il tempo e l’approvazione della delibera è slittata a data da destinarsi. Il caso, in compenso, è esploso a più livelli. Il retrogusto di beffa sul palato dell’amministrazione massetana è reso tanto più amaro dal fatto che Bai aveva posto il problema direttamente all’assessore provinciale, la follonichese doc Tacconi, durante una serie di incontri. E proprio in uno di questi è stata redatta la delibera da portare in Provincia, davanti al vicesindaco massetano con delega all’istruzione Luana Tommi. «Forse - dice Martini - ha assentito non rendendosi conto della portata delle variazioni che venivano introdotte». È stato il presidente massetano a dare al telefono la brutta notizia alla Bai, che subito ha portato la questione in consiglio comunale. Pochi minuti e subito si è diffusa una nota con cui l’assise massetano, all’unanimità, «invita il consiglio provinciale a non procedere nella decisione di implementare il numero degli indirizzi scolastici nella zona Nord della provincia». Anche perché dalla direzione scolastica del Lotti «non è pervenuta alcuna richiesta che possa creare concorrenza o conflitto con il plesso scolastico superiore di Follonica». Sul golfo, intanto, si difende la richiesta fatta. «Ci sono due autonomie scolastiche e due città – continua Bernardi – con diverse bacini di studenti. Un dato per tutti: anche quest’anno abbiamo dovuto allestire due materne raggiungendo il limite di mille bambini iscritti ciascuna». Due città, due realtà diverse. Il problema è che si dividono, forse contendono, un unico territorio. «È importante creare una migliore offerta, anche per combattere l’abbandono scolastico – dice il vicesindaco follonichese Andrea Benini – E la nostra città è baricentrica». Lasciare tutto invariato dunque può significare spostare altrove i nuovi istituti. «La preoccupazione è che nuove proposte possano arrivare da Grosseto, che comporta costi per gli studenti pendolari della nostra zona». Questo è sempre un rischio quando qualcosa viene conteso: che tra i due litiganti...

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