Sicurezza
Bilella non ha segni di colluttazione
Scomparsa di Francesca: la consulenza medico-legale lascia aperte più ipotesi sul graffio sulla mano dell’indagato
GROSSETO. Il graffio sul dorso della mano di Agostino Bilella può essere riconducibile al suo lavoro da agricoltore ma può anche essere stato causato da unghie femminili. La consulenza redatta per la Procura dal medico legale della Asl, Rossano Santori, adesso depositata è meno drastica di quella preliminare, che aveva escluso che si trattasse del solco lasciato da un’unghia. Afferma che «non si può escludere», rimettendo in equilibrio i piatti della bilancia, almeno dal punto di vista della possibilità delle cause.
Un esito che non esalta ma nemmeno preoccupa i difensori del custode di Villa Adua, in carcere perché sospettato di aver ucciso Francesca Benetti; gli avvocati Francesca Carnicelli e Alessandro Bartolozzi attendono comunque le osservazioni del propri o consulente, il dottor Roberto Martini, prima di esprimersi al riguardo. Bilella aveva raccontato che quel graffio gliel’aveva procurato la zampa di una gallina (o comunque in altra sede aveva parlato di un chiodo che l’aveva ferito nel pollaio). Un graffio profondo, sul quale la Procura ha ritenuto opportuno compiere accertamenti per corroborare o escludere l’ipotesi che il sessantanovenne di origini siciliane abbia aggredito e ucciso l’insegnante in pensione.
Il graffio è comunque l’unica traccia sul corpo di Bilella, visto che l’esame medico-legale ha anche escluso la presenza di segni di colluttazione, come lividi o simili. L’ipotesi che Bilella, aggredendo Francesca, abbia riportato una sola ferita - come quella sul dorso della mano - appare poco credibile. Perché la donna viene descritta anche dai familiari come particolarmente reattiva e capace di replicare a un eventuale assalto. Oppure, dal punto di vista dell’accusa, la presenza di una sola ferita è giustificabile nel caso in cui la donna sia stata colta di sorpresa, magari alle spalle, e non abbia potuto mettere in atto alcun tipo di difesa. Da un punto di vista squisitamente clinico, ma con effetti dal punto di vista procedurale, è da ricordare che Bilella prende degli anticoagulanti e che ogni tipo di pressione sulla superficie corporea lascia segni evidentissimi: le manette applicate hanno lasciato una traccia che si è protratta per moltissimi giorni sui polsi del custode.
Dal punto di vista delle ricerche, ieri la nuova battuta non ha portato alcun risultato, di alcun genere. Le squadre hanno puntato l’epicentro sulla villa di Potassa e hanno allargato il raggio, e così sarà fatto anche nei prossimi giorni, visto che gli inquirenti sono convinti di poter (e dover) trovare il corpo di Francesca. Ieri insieme ai carabinieri e alla polizia di stato (con quattro pattuglie del reparto prevenzione crimine) erano presenti uomini della guardia di finanza, del corpo forestale dello stato, della polizia provinciale e dei vigili del fuoco. In tutto, cinquanta persone.
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