Il Tirreno

Grosseto

Lo chef incorona il re dell’abbuffata

di Alfredo Faetti
Lo chef incorona il re dell’abbuffata

Tortelli maremmani a volontà: chi più ne mangia vince Il 5 dicembre appuntamento per “forchette pesanti”

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GROSSETO. Buone forchette e sbruffoni della crapula fatevi avanti. Troppo facile vantarsi di imprese titaniche al tavolino quando non c’è nessuno a testimoniare: ora una sfida all’ultimo tortello dimostrerà chi di voi dice il vero e chi dà fiato alla bocca.

Una vera e propria gara, ideata dallo staff del ristorante Casa Livia di Grosseto che per la prima volta mette alla prova le pance degli appassionati del fagottino maremmano. Quarantacinque minuti di tempo per mangiarne il più possibile, di fronte a una giuria che conterà uno per uno i colpi sugosi messi a segno. Alla fine ne resterà uno solo: il campione del tortello.

L’idea di incoronare l’highlander del tavolino è venuta allo chef del ristorante, Danilo Speroni. «Se ne sentono tanti che si vantano: io ne ho mangiati dieci, io venti, io trenta… _ spiega _ Bene, allora lancio la sfida e guardo quelli bravi dove sono». Ed è proprio a questi che è rivolta la gara. «Sono loro quelli che voglio: quelli che si vantano».

Ride Speroni mentre racconta della sua idea. Pensa a tutti quelli che nel corso degli anni della sua onorata carriera culinaria, divisa tra il ristorante e l’omonimo catering, si sono vantati di mangiate epiche, ineguagliabili dai semplici umani. «A sentir parlare, la gente non si alza mai dal tavolo» continua, scherzando. E proprio la voglia di mettersi alla prova in questa gara di resistenza all’ultima forchetta ha richiamato i fedelissimi: sono già una decina quelli che hanno raccolto la sfida.

«Sono loro, quelli bravi. Hanno risposto subito di sì». Perché oltre la gola poté l’orgoglio. Oggetto del contendere: il tortello, cucinato nella più classica della tradizione maremmana. Spinaci, ricotta e sugo di carne.

«Il nostro è un grande territorio e ha grandi piatti, come il tortello» spiega lo chef. Niente trucchi: una giuria passerà tra i tavoli per contare uno per uno i fagottini mangiati da ciascun concorrente. Vince chi ne mangia di più in quarantacinque minuti. «Tempo ce n’è, non devono mica affogare» spiega Speroni.

La gara, in agenda per giovedì prossimo (5 dicembre) è aperta a tutti: basta telefonare al ristorante e con 15 euro d’iscrizione si avranno acqua (per aiutarsi a buttar giù i bocconi) e tortelli a non finire. Ma non è un modo di dire: davvero tortelli a non finire. Se le iscrizioni raggiungeranno il numero massimo, fissato a trenta, Speroni e il suo staff ne fabbricheranno quattrocento. Tredici tortelli a testa, che possono aumentare nel caso qualcuno ceda il passo durante la gara.

«Puff! Tredici tortelli, cosa saranno mai?». Inutile nasconderlo: la maggior parte di voi buone forchette sta pensando esattamente questo. Perché Speroni lancia l’idea, ma sa che sarà una sfida da combattere. Maremma è terra di stomaci forti, temprati da secoli di cinghiale nella forza e dal piacere del tavolo nella resistenza.

L’highlander del tortello si aggiudicherà, oltre alla coppa per tutti i primi tre, una cena a base di pesce per due persone a Casa Livia; al secondo due bottiglie di vino e a tutti i partecipanti una medaglia celebrativa. Della serie: l’impegno della mascella va comunque premiato. Sfide a parte, l’idea è ovviamente quella di rilanciare il ristorante, dove accanto al folklore si accompagnano serate eleganti e menù ricercati. «Vogliamo far conoscere il posto», continua lo chef, a cui in ogni caso va il merito di aver lanciato la prima gara di tortelli mai fatta in Maremma. Ora tocca alle buone forchette mettere alla prova il loro talento. O, in questo caso, il loro stomaco.

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