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Rinnovo concessioni per i pontili, prosciolto Vecchieschi

Rinnovo concessioni per i pontili, prosciolto Vecchieschi

STEFANO. L’ingegner Luca Vecchieschi, già capo dell’ufficio tecnico del Comune di Monte Argentario, è stato assolto dalle imputazioni relative ai casi dei pontili e delle occupazioni arbitrarie di...

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STEFANO. L’ingegner Luca Vecchieschi, già capo dell’ufficio tecnico del Comune di Monte Argentario, è stato assolto dalle imputazioni relative ai casi dei pontili e delle occupazioni arbitrarie di tratti del demanio marittimo a Porto Ercole.

Quattro le contestazioni mosse dal pm Leopizzi e riunite in un unico procedimento, sostenute in aula dal viceprocuratore onorario Bonasera, il quale aveva chiesto la condanna a tre mesi di arresto. Quattro contestazioni tutte relative alle firme apposte da Vecchieschi sul rinnovo delle concessioni demaniali marittime, un provvedimento che sarebbe stato emesso in violazione dell’articolo 19 del regolamento per l’esecuzione del Codice della navigazione e comunque atti illegittimi per violazione di legge ed eccesso di potere. In ciascuna delle quattro imputazioni, l’ingegnere era imputato in concorso con un diverso imprenditore, cioè il responsabile della società richiedente la concessione e titolare dei manufatti. Si tratta di casi del 2007 e (in un caso) del 2008. Nel primo, per il caso della Approdo di Santa Barbara di Teodori e c. snc; nel secondo per la Approdo sas di Nieto Mariano e c.; nel terzo per la società cooperativa Marinazzurra di Carini; nel quarto per il caso della Estcapital sgra spa Fondo Realest 1, con il pontile che si trovava nello specchio d’acqua che fronteggia l’ex stabilimento Cirio. Per ognuno di questi casi, Vecchieschi era accusato di aver firmato il rinnovo consentendo l’occupazione abusiva degli spazi demaniali mediante la posa in opera e il mantenimento in loco di almeno un pontile (due per la Santa Barbara - e infatti due sono i rinnovi firmati) e dei relativi ormeggi.

Nel corso dell’arringa, il difensore Marco Fanti aveva sollecitato l’assoluzione del proprio assistito perché il fatto non costituisce reato. Il giudice Andrea Stramenga ha accolto la richiesta di proscioglimento ma ha scelto una diversa formula, quella secondo la quale i fatti non sussistono. Le motivazioni saranno depositate entro tre mesi.

(p.s.)

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