Il dolore
Caos bollette della Tarsu Comune citato in giudizio
A portare l’amministrazione di Gavorrano davanti alla Commissione tributaria è stata l’azienda Rocca di Frassinello: ottomila euro il totale da pagare
GAVORRANO. La somma in sé non è di quelle da far girare la testa. In tutto, sono circa ottomila euro. È la vicenda a protrarsi per le lunghe, tra ritardi e cavilli burocratici, finita adesso davanti alla Commissione tributaria della provincia di Grosseto, dove la Rocca di Frassinello ha citato il Comune di Gavorrano. L’oggetto del contendere sono quattro cartelle relative alla Tarsu degli anni 2008 e 2009, ancora da sistemare.
Un caso che in verità era già saltato fuori, ma tutto sembrava essere rientrato dopo che le parti avevano trovato una conciliazione. Una vana speranza, visto che la bega è ancora da chiudere. Il problema in questi casi è che comunque il Comune dovrà sostenere delle spese.
La vicenda nasce alla fine del 2009, quando alla società della famosa cantina progettata da Renzo Piano arrivano quattro cartelle per il pagamento della Tarsu, la tassa per la raccolta dei rifiuti urbani, relative all’anno in corso e quello precedente. Cartelle da duemila euro ciascuna. Ne nasce un contenzioso, che con il passare dei mesi però sembra rientrare.
Rocca di Frassinello srl e il Comune minerario infatti s’incontrano e trovano una conciliazione, utile per far fronte ai pagamenti e chiudere velocemente la vicenda. Ci sono dei termini da rispettare, però, quando viene stipulato un atto del genere. E la società vinicola cade in questo cavillo, arrivando a pagare il dovuto in ritardo. Eccolo l’inghippo che non ha permesso di chiudere questa storia di ottomila euro di rifiuti raccolti.
Le due parti quindi si sono ritrovate a far ripartire l’iter, con l’ente che è tornata a chiedere il corrispettivo. Ma Rocca di Frassinello, già pronta a provvedere per il pagamento come stabilito al momento della conciliazione, ha chiesto l’annullamento di queste cartelle, di nuovo saltate fuori. E il modo migliore per proseguire questa strada è stata quella di citare il Comune davanti alla Commissione tributaria provinciale di Grosseto.
Un percorso che comunque costringe l’ente a determinate mosse: prima su tutte, quella di costituirsi in giudizio, anche per evitare ricadute peggiori della vicenda in caso di un altro brutto imprevisto burocratico (ad esempio, quella di non vedere neanche un euro di quegli ottomila previste dalle cartelle).
In questo senso, è stato dato mandato al legale di fiducia di predisporre tutto per la costituzione (con una spesa di circa 1300 euro), nella convinzione comunque che sia possibile trovare una nuova conciliazione. Un nuovo accordo, insomma.
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