La manifestazione
«Albinia è più sicura di un anno fa»
Consorzio Osa-Albegna: parla il commissario Bozzini. Sono stati fatti lavori per quindici milioni di euro a fiumi e fossi
ORBETELLO. Duecentoventi milioni di metri cubi di acqua: questa è la stima di quanto l’Albegna e l’Osa, un anno fa, rovesciarono su Albinia e la campagna. «Dal diluvio universale non c’è difesa in un territorio da sempre a rischio» dicono dal consorzio di bonifica Osa Albegna, che da prima dell’evento, e per tutti questi dodici mesi, ha lavorato a ritmi forzati per ridare tranquillità a tutta la zona.
«Ma adesso tutta la zona è più sicura – spiega il commissario Francesco Giuseppe Bozzini – perché abbiamo concluso tutte le opere di somma urgenza e il 90% di quelle urgenti. Non ci siamo fermati un attimo: sono lavori per circa 15 milioni di euro».
Il consorzio Osa Albegna si è rimboccato le maniche e le ruspe non si sono fermate un attimo. «Abbiamo rinforzato e ricostruito numerosi argini e abbiamo ripulito gli alvei dei torrenti affluenti di Osa e Albegna e anche tutti i fossi della rete. Dall’Elsa, allo Sgrilla, al Magione, al Castione, al Pratignone. Inoltre abbiamo allungato i corsi per rallentare il deflusso verso il mare, così che possa accogliere l’acqua che arriva. Il nostro è stato un lavoro sistematico che innalza in modo importante il livello di sicurezza di tutta l’area».
Ma non finisce qui. Non molti lo sanno, ma gran parte dell’area attorno ad Albinia, in particolare il Guinzone (la “guinza” in Maremma è la zona dove ristagna l’acqua) è più bassa del livello del mare. È come una piccola Olanda. Ecco che sono fondamentali le idrovore: «Abbiamo installato due impianti a Torre Saline (foce dell’Albegna, ndr) e a Camporegio (fra Osa e Albegna, ndr) che sono più moderni come tecnologia di quelli che c’erano prima e consentono anche un controllo a distanza. Sono necessari per sollevare l’acqua oltre la duna e farla arrivare al mare. Due idrovore analoghe si trovano più a sud, nella zona del lago di Burano».
L’opera principale, però, riguarda i nuovi argini del torrente Magione. Si tratta di un corso d’acqua che scorre a monte dell’abitato di Albinia, fra le case e l’Albegna.
«Il 12 novembre dell’anno scorso – spiega ancora il commissario del consorzio Osa Albegna – fu proprio il Magione a rompere gli argini. La dinamica dell’alluvione vide l’Albegna uscire a Marsiliana. Da lì un’enorme massa di acqua iniziò a scendere verso Albinia e l’argine del Magione, una sorta di diga naturale a protezione del paese, non resse la pressione. Adesso lo abbiamo rinforzato in modo importante, in modo che dia le garanzie che servono».
Ma dalla Regione dovrebbero arrivare altri 4,7 milioni di euro, perché fra Albegna e Magione è previsto un altro argine, definito “remoto”, che creerà una sorta di piccola golena per l’Albegna, una cassa di espansione per controllare le piene.
«L’opera a nostro avviso è decisiva, anche se fenomeni come quelli di un anno fa statisticamente avvengono una volta ogni mille anni. In questo periodo, comunque, abbiamo tenuto contatti costanti sia con la Regione, in particolare con l’assessore Bramerini, che con il Comune di Orbetello. E abbiamo fatto relazioni costanti sulle nove opere di somma urgenza completate a tempo di record e sulle 14 urgenti terminate al 90 per cento. Adesso c’è da completare il lavoro, ma posso dire con soddisfazione che abbiamo fatto il massimo».
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