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Terme del Tosteto, nuovo rinvio per l’asta

Terme del Tosteto, nuovo rinvio per l’asta

Pitigliano, doveva tenersi oggi l’incanto del complesso alle Caldane ma si dovrà attendere ancora

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PITIGLIANO. Ma questo matrimonio tra il polo termale del Tosteto e il territorio di Pitigliano quale benedizione deve avere per essere celebrato? Queste terme dalla storia infinita si concretizzeranno o no?

Il complesso termale di Tosteto Le Caldane doveva tornare all’asta oggi ma dovrà ancora attendere una non ancora precisata data per essere messo all’incanto. L’asta del 10 luglio scorso era stata rimandata e non è stato ancora fissato il giorno in cui il giudice per le esecuzioni immobiliari deciderà quando il complesso tornerà all’asta.

Slitta ancora, dunque, il capitolo “fine” del tormentato complesso termale, finito all’asta per un prezzo base di 7 milioni e 140mila euro dopo anni di turbolenze e alterne vicissitudini della società proprietaria, poi fallita. Il Monte dei Paschi, oggi proprietario del complesso, sta cercando di venderlo da un paio d’anni.

Il complesso è formato da un edificio centrale destinato a diventare un albergo da novanta camere, e due laterali destinati ai locali delle terme. Ci sono poi fabbricati minori (spogliatoi, bar), due piscine e locali tecnici. In tutto sono circa 8.700 metri quadrati, ancora da completare, più diversi terreni intorno.

Previsioni? Facili quelle meteo: in attesa del solstizio invernale foriero di nuove energie solari fa freddo, decisamente; le temperature sono sotto lo zero. Quanto alle previsioni sulla vendita, visto come sono andate le cose fino a oggi, difficile predire se ci sarà un compratore o meno.

Di certo, dopo anni e anni in cui il complesso termale è rimasto al palo, per il territorio la vicenda delle terme di Tosteto è già una sconfitta: quel che i Romani sono riusciti a fare in piena età imperiale, tra il I e il III secolo dopo Cristo, non è riuscito ai contemporanei, pur dotati di tecnologia ben più avanzate.

I savi antenati, infatti, già all’epoca avevano costruito un complesso termale in quella zona. «In località Quattro Strade – dice l’archeologo Enrico Pellegrini – è stato riportato alla luce un complesso di strutture murarie, in cui è possibile distinguere, su precedenti fasi ellenistiche, forse legate ad una frequentazione cultuale, un edificio termale che dista circa tre chilometri da un ingente deposito naturale di acqua termale. La zona a nord ovest del pianoro di Pitigliano, chiamata Pantano, è comunque ricca di sorgenti d’acqua calda e fredda, alcune con proprietà curative».

Insomma, altri tempi; Pitigliano aveva il suo impianto termale e anche Sovana. Gli uomini del Ventunesimo secolo (ancora) no.

Antonello Carrucoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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