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«Sulla darsena la decisione è della giunta»

«Sulla darsena la decisione è della giunta»

Il Pd ha chiesto un parere legale a un avvocato per la realizzazione degli 800 posti barca nel golfo

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FOLLONICA. Il parere legale in mano ad alcuni consiglieri di maggioranza dice a chiare lettere che deve essere la giunta ad esprimersi adesso sulla darsena. Riaperta la questione sul porto artificiale dopo la pubblicazione di un atto del dirigente all'urbanistica del Comune di Follonica, nel quale si suggerisce al sindaco e alla giunta di riportare in commissione e in consiglio comunale la fattibilità della darsena di Pratoranieri, spunta oggi un altro documento a firma di un noto avvocato follonichese, al quale alcuni esponenti del Pd hanno chiesto un parere sul metodo con cui deve essere trattata la decisione in questione.

Le parole del legale sono molto chiare: con una delibera del 2010 il consiglio comunale dette mandato alla giunta e alla sesta commissione di verificare la fattibilità della realizzazione tra gli altri progetti, di una darsena.

Due anni dopo la giunta ha dato seguito a quell'atto decidendo di avviare una Vas, una Valutazione di impatto ambientale strategico che coinvolge molti altri enti pubblici, per verificare la possibilità di modificare il piano strutturale così da creare un porto artificiale a Pratoranieri in un'area verde a pochi metri dal fosso Cervia.

In quel documento la giunta spiegava che a Follonica mancavano circa 800 posti barca per soddisfare interamente la richiesta e che «gli effetti del non intervento» avrebbero voluto dire la «perdita di attrattiva turistica, l'insoddisfazione generale per la qualità della vita di mare offerta dalla città, la perdita del rapporto uomo - mare, e l'indebolimento della capacità aggregativa». Questo veniva scritto solo qualche mese fa come a sottolineare la necessità di quella variante al piano per realizzare il porto. L'avvocato va quindi oltre. «In questo panorama assolutamente favorevole alla realizzazione della darsena, senza, e la circostanza riveste un’importanza capitale, attendere nemmeno che il sindaco, la giunta e la commissione rispondano al mandato loro conferito dal consiglio – si legge nel suo documento - si chiede al consiglio medesimo di operare un’incredibile inversione di tendenza e dichiarare, nei modi ritenuti più opportuni, che la darsena del Cervia non può e non deve essere realizzata». Non si capisce quindi perché ora la patata bollente debba essere affidata, non a chi ha stabilito di dare avvio alle verifiche di fattibilità, ma ad altro organo del municipio che aveva dato mandato in passato alla giunta di occuparsene. Il rischio in questo caso sarebbe per i consiglieri comunali che rischierebbero di approvare una delibera non di loro competenza.

Proprio per queste motivazioni gli esponenti di maggioranza non vogliono prendersi una tale responsabilità: per loro prima dovrebbe concludersi il procedimento di verifica e dopo dovrebbe essere presa una decisione. (p.v.)

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