Sicurezza
«Non credibile il blackout I passeggeri erano aggressivi»
GROSSETO. Era sulla Concordia per lavoro, per realizzare un video commissionato da Costa. Era a cena, quando ci fu l'urto. «E rimasi subito perplesso: il blackout era arrivato dopo l'urto, non poteva...
GROSSETO. Era sulla Concordia per lavoro, per realizzare un video commissionato da Costa. Era a cena, quando ci fu l'urto. «E rimasi subito perplesso: il blackout era arrivato dopo l'urto, non poteva essere la causa». Andrea Notarnicola, 44 anni, del gruppo Newton, si era insospettito: «Leggevo male tutti i segni di quella sera, ad esempio che gli armadi contenenti i salvagenti erano aperti». Alle 22.03 decise di mandare un sms ad Alessandro Centrone, di Costa, il suo contatto per motivi di lavoro, per chiedere notizie: «Nell'sms di risposta mi chiese lui che cosa stava succedendo... Alle 22.18 mi telefonò, mi sembrò che ancora non sapesse perché mi disse "mi informo”. Quando mi richiamò tra le 22.21 e le 22.27 mi disse che le informazioni le aveva avute da colleghi di terra. E di stare tranquillo perché erano state avviate le operazioni di soccorso dopo che la nave aveva toccato il fondo dopo aver preso uno scoglio. Ma io non mi tranquillizzavo». E i passeggeri erano diventati aggressivi con il personale perché «credevano che fossero state dette cose non vere».(p.s.)
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