Il dolore
Inceneritore: il tribunale respinge il secondo ricorso
A favore dell’impianto ha giocato il passaggio di società delle autorizzazioni Il sindaco Baldi annuncia nuove battaglie: si rivolgerà al Consiglio di Stato
SCARLINO. È andata nello stesso modo, come in molti si aspettavano. Il Tar della Toscana ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Follonica contro le autorizzazioni rilasciate a Scarlino Energia dalla Provincia di Grosseto.
La sentenza è arrivata ieri mattina e ricalca filo per filo quella emessa qualche giorno fa nei confronti del ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste. Perché ancora una volta, a giocare contro gli oppositori è stato quel passaggio di società con cui è nata Scarlino Immobiliare, che oggi gestisce del patrimonio immobiliare (impianto compreso). Così, il primo round della seconda partita legale sulle autorizzazioni, se lo aggiudica l’inceneritore. «Il ricorso deve pertanto essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse» si legge sul dispositivo. La stessa identica formula scritta sulla sentenza di qualche giorno fa, perché identico è il contenuto.
Tutto si basa su quel passaggio arrivato il 19 aprile scorso e la voltura (intesa come trasferimento di competenza) dell’Aia (autorizzazione integrale ambientale) tra le nuove società.
Il Comune di Follonica, infatti, aveva impugnato l’autorizzazione rilasciata alla precedente società, senza poi fare altrettanto con l’atto che sanciva il trasferimento a quella nuova. Un sistema di regolamenti e burocratico, che ha preso il via quando Scarlino Energia ha cambiato veste dividendosi in due distinte società: Scarlino Immobiliare, a cui è andata la gestione del patrimonio immobiliare, e Scarlino Energia, che oggi gestisce l’impianto. Con questa mutazione, l’Aia è andata a far capo alla prima e la colpa dell’amministrazione durante il processo, fa intendere il Tar, è stata quella di non impugnare la voltura. «L’omessa impugnazione del provvedimento di voltura dell’Aia alla nuova Scarlino Energia srl – si legge nella sentenza - esclude che, in capo alle ricorrenti, possa residuare l’interesse alla coltivazione dell’impugnazione proposta avverso l’originario provvedimento di rilascio dell’Aia alla società». Ma la partita non è ancora finita, c’è da starne certi. Il sindaco Eleonora Baldi, da sempre contraria all’impianto, ha già detto nei giorni scorsi che in caso di ricorso respinto la questione sarebbe arrivata al Consiglio di Stato. Intanto però, gioiscono i vertici societari e i lavoratori della Scarlino Energia, che questa volta si sono visti confermare le autorizzazioni in primo grado, al contrario di quanto è successo nel novembre del 2011. Perché questa storia va avanti a suon di battaglie, vinte e perse da entrambe le parti, ma ancora è difficile capire come finirà la guerra.
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