Il Tirreno

Grosseto

In centro c’è la maratona il bus “scarica” i passeggeri

In centro c’è la maratona il bus “scarica” i passeggeri

Disavventura per 40 viaggiatori del pullman per Firenze. In città si corre la gara e loro sono lasciati a 2 chilometri dal capolinea. Simiani: «Non c’era alternativa»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. È finita con una maratona nella maratona la disavventura dei passeggeri dell’autobus che domenica scorsa sono partiti da Grosseto alla volta di Firenze. Con la piccola differenza che la loro corsa, rispetto a quella in programma nella città dei Medici, non era né prevista né, tantomeno, voluta.

Racconta l’accaduto uno dei passeggeri, il signor Luciano Lodde, che domenica, alle 7.50, si è presentato all’autista del pullman diretto a Firenze, destinazione, il capolinea vicino alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella.

«Prima della partenza – spiega Lodde – l’autista ha avvisato i viaggiatori che il pullman non avrebbe potuto raggiungere il capolinea a Santa Maria Novella, a causa di una gara di maratona che si disputava nel centro della città».

La gara in questione è la trentesima Firenze Marathon, alla quale hanno partecipato oltre 11mila persone e che, poi, è stata vinta dall’ucraino Oleksandr Sitkoskiy.

Un appuntamento atteso per i maratoneti ma che ha costretto il pullman maremmano – come tutti gli altri – a cambiare percorso. Anzi, addirittura a fermarsi molto lontano dalla meta.

Il risultato del viaggio, prosegue Lodde, è stato infatti che «i circa quaranta passeggeri sono stati fatti scendere a Porta Romana e tanti saluti. Ognuno si arrangi come può». Così, continua lo sfortunato passeggero, «c’è stato chi si è fatto due chilometri a piedi come chi scrive, con tanto di borsone in mano, chi ha cercato un taxi, chi ha sperato che potesse arrivare un autobus navetta a prelevarci. Mandato da chi, da Tiemme?». Molti dovevano prendere il treno e il cambio di programma ha creato ulteriori difficoltà. Tutti hanno, comunque, pagato il biglietto «per giungere sino alla stazione», spiega Lodde.

Che, passata la rabbia, chiede oggi a Tiemme: «È normale che dei passeggeri vengano lasciati a due chilometri dal luogo in cui dovevano essere portati? Non si poteva trovare una soluzione per farli arrivare il più vicino possibile all’autostazione Sita? È così che si garantisce un servizio?».

Giriamo la domanda al presidente della Tiemme, Marco Simiani che così risponde: «Quando, come in questo caso, ci sono ordinanze del Comune di Firenze che vietano il transito, non è possibile fare altrimenti. Noi siamo esecutori di un servizio, ma se c’è un divieto di transito non possiamo farci niente». Nemmeno uno sconto sul biglietto? «Anche questo non è possibile – conclude Simiani – non perché non lo voglia io, ma perché le tariffe sono imposte dalla Regione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa