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Altri due mesi di tempo per la sentenza Molendi

Altri due mesi di tempo per la sentenza Molendi

MASSA MARITTIMA. L’udienza è durata una manciata di minuti. Giusto il tempo di chiamare le parti, farsi consegnare tutte le carte che avevano con sé e rimandare tutto a una data imprecisata. Infatti,...

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MASSA MARITTIMA. L’udienza è durata una manciata di minuti. Giusto il tempo di chiamare le parti, farsi consegnare tutte le carte che avevano con sé e rimandare tutto a una data imprecisata. Infatti, ad occhio, la sentenza sulla vicenda ex Molendi di Massa Marittima non arriverà prima di due mesi.

Tutto sospeso quindi, almeno fino a quando il Consiglio di Stato non sarà arrivato a una decisione su quel risarcimento danni, stimato intorno a un milione di euro dalla società Porta al Salnitro e fissato a 670mila euro invece dai periti dell’amministrazione. In ogni caso, tanti soldi che potrebbero incidere sulla programmazione futura del Comune.

Servirà aspettare almeno il 2014 comunque per poter avere una sentenza e capire come potersi comportare con i conti. Per capire se l’ente dovrà risarcire la società oppure se non sborserà un euro, così come richiesto dai suoi avvocati Luciano Giorgi e Duccio Maria Traina, che hanno impugnato la prima sentenza, quella con cui il Tar ha accolto (in parte) le richieste della Porta al Salnitro. Secondo il tribunale amministrativo, infatti, la società avrebbe subito dei danni dalla mancata costruzione di un maxi parcheggio sotterraneo nell’area del duomo di San Cerbone. Ma tutta la vicenda è molti intrigata e gli avvocati del Comune hanno trovato delle lacune nel dispositivo, abbastanza valide da impugnarlo. Sono diversi infatti i punti su cui si basa il ricorso al Consiglio di Stato, partendo dal fatto che, a detta dei legali, l’amministrazione non ha responsabilità su quanto successo, visto che il tribunale le contesta una cubatura diversa da quella accordata originalmente. Inoltre, il Tar non tiene conto del fatto che la società Immobiliare Porta al Salnitro non ha iniziato quando ne ha avuto la possibilità. In ogni caso, occorrerà aspettare l’anno nuovo per mettere la parola fine su questa vicenda (ricorso alla Cassazione a parte). Sul piatto c’è un bel gruzzolo, che varia da un milione a 670mila euro. Una somma consistente, insomma, capace di spostare il futuro di una città. (a.f.)

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