Sicurezza
L’avvocato: «Il no del giudice per i dubbi sulla proposta»
GROSSETO. Alla fine l'assemblea ha votato e le vestaglie azzurre iscritte alla Cgil restano in sciopero, aspettando così il 5 dicembre e l'udienza, fissata dal tribunale, per esaminare il ricorso...
GROSSETO. Alla fine l'assemblea ha votato e le vestaglie azzurre iscritte alla Cgil restano in sciopero, aspettando così il 5 dicembre e l'udienza, fissata dal tribunale, per esaminare il ricorso proposto da alcuni dipendenti che hanno chiesto la dichiarazione di insolvenza per Abbigliamento Grosseto e l'ammissione dell'azienda al commissariamento previsto dalla Prodi bis. Finita l'euforia dei festeggiamenti, dopo che il collegio del tribunale aveva respinto la richiesta di concordato preventivo presentata da Abbigliamento Grosseto, le vestaglie azzurre che sono in sciopero si sono riunite, ieri pomeriggio, in assemblea, nella sede della Cgil. L'avvocato Lorenzo Calvani ha spiegato loro, in sostanza, che la richiesta di concordato preventivo è stata respinta perché, di fatto, incompleta e valutata, nel merito, di dubbia fattibilità. Abbigliamento Grosseto aveva chiesto, infatti, una ulteriore proroga dei termini per la presentazione della documentazione necessaria alla richiesta di concordato preventivo: non solo, però, era ormai superato il termine massimo di 180 giorni per presentare la proposta di concordato, ma la documentazione per la quale si chiedeva una proroga riguardava «il perfezionamento e il deposito dell'accordo sindacale» e «il perfezionamento del finanziamento con Bls», la società che avrebbe dovuto affittare il ramo d'azienda, assorbendo poco più della metà dei dipendenti e lasciando gli altri come esuberi in Abbigliamento Grosseto. Per il giudice non si chiedeva tempo per una mera integrazione della proposta, ma per portare due elementi fondanti la proposta di concordato. Dunque niente proroga. Ma il tribunale ha rilevato anche, nel merito, che la proposta di Abbigliamento Grosseto, vista la quantità di condizioni poste da Bls, sarebbe di dubbia fattibilità. Tra le condizioni c'è, per esempio, l'acquisto dei capannoni, nei quali Abbigliamento Grosseto lavora pur essendo intervenuto – fa notare il giudice – lo sfratto per morosità. Archiviata la pratica del concordato preventivo – l'avvocato Calvani è parso piuttosto tranquillo di fronte a eventuali ipotesi di ricorso da parte di Abbigliamento Grosseto – l'attenzione adesso è tutta sull'udienza del 5 dicembre. Le vestaglie azzurre hanno voluto essere rassicurate, dall'avvocato, che l'arrivo del commissario significherà la fine della gestione Barontini/Santoro, ma hanno anche voluto che Calvani confermasse loro – come poi ha fatto – che, senza la richiesta di dichiarazione dello stato di insolvenza, il giudice, respingendo il concordato preventivo, avrebbe dovuto dichiarare il fallimento dell'azienda. Invece, in questo modo, si è tenuta aperta la porta per l'ammissione alla Prodi Bis. In attesa del 5 dicembre si torna a parlare del rinnovo della rsu, scaduta da tempo, non sembra essere in discussione il fatto che gli attuali rappresentanti siano ancora legittimati a trattare con l'azienda, ma il nuovo voto ci sarà, entro metà dicembre. Sarà la nuova rsu, dunque, a trattare con il commissario, se si andrà al commissariamento, per collaborare al tentativo di salvataggio della Mabro.
Enrico Pizzi
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