Il Tirreno

Grosseto

«L’abbandono nave doveva darlo Schettino»

di Pierluigi Sposato
«L’abbandono nave doveva darlo Schettino»

Il direttore della crociera e gli annunci di quella notte ai passeggeri «Mentre nuotavo verso riva una sdraio mi era caduta a venti centimetri»

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GROSSETO. Francesco Schettino non fece annunci ai passeggeri. Li fece fare al cruise director, Francesco Raccomandato, il quale ogni volta aveva esordito spiegando di parlare «a nome del comandante», dando messaggi tranquillizzanti concordati con lo stesso Schettino. E al microfono il comandante non andò nemmeno quando, da protocollo, avrebbe dovuto necessariamente farlo, cioè al momento dell’abbandono nave.

«Abandon the ship, keep calm», cioè state calmi, lo disse tre volte il comandante in seconda Roberto Bosio: «Non ricordavo lo avesse fatto solo in inglese», dice Raccomandato una volta ascoltato il brano ricavato dalla scatola nera. Altri brani sono stati ascoltati nella 17ª udienza di ieri, sempre con la voce del direttore di crociera. «Comandante cosa diciamo agli ospiti? Mi disse di dire del blackout e che stavamo lavorando per risolvere: e questo abbiamo detto». Un annuncio alle 21.53 (l’impatto è delle 21.45), in italiano e in inglese. Un secondo alle 22.04, con la segnalazione del problema al generatore. E poi Raccomandato, terminati i suoi compiti in plancia di comando, nell’apposito locale con le hostess, aveva raggiunto il ponte 3, a poppa: con difficoltà, a causa dell’inclinazione della nave, fino a incontrare a prua la fidanzata (la capo animazione adulti). Era stato sempre sul lato sinistro, a destra solo quando era dovuto gettarsi in mare. «L’acqua era sopra i cancelletti del ponte 3. Ci siamo buttati a nuoto e ci siamo allontanati in tempo dalla nave che si stava capovolgendo: a venti centimetri da me è caduta una sdraio dalla nave». L’arrivo sugli scogli, la congestione, il timore che la ciminiera potesse rovinare addosso a tutti.

Al pm Navarro ma anche ai difensori di parte civile e a quelli dell’imputato (che si sono detti convinti di aver ravvisato una contraddizione), Raccomandato ha spiegato di aver detto alla sua collaboratrice Jacqueline Elisabeth Abad Quine, che era al ponte, «di verificare se era il caso di iniziare a prendere i giubbotti e di tranquillizzare i passeggeri». «Mai dato annunci ai passeggeri di andare in cabina, mai detto alla Abad». Oggi altri cinque testimoni. Fiorella Silvana Panetti, terzo commissario di bordo. «giunta a un passo dalla morte per annegamento», scrive la Procura. Katia Gallinella, dipendente Costa (ristorazione) e Andrea Notarnicola, «passeggero esperto», entrambi al ristorante al momento dell’urto. Lorenzo Barabba, direttore dei servizi, che aveva tra l’altro dato una mano alla Panetti a salvarsi, secondo la stessa testimonianza della donna. Il direttore amministrativo di bordo Giovanni Nonnis, il cui compito nel ruolo di appello è «preparare il “sacco contenente tutta la valuta di bordo e ogni bene contenuto nelle casseforti di bordo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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