Italia
Debito ex Molendi: il giorno della verità Oggi la sentenza
Tegola da quasi un milione di euro sulla testa del Comune per il parcheggio mai costruito sotto la cattedrale
MASSA MARITTIMA. È il momento della verità, uno di quelli che segna il futuro di un Comune. C’è lo spettro di un debito da diverse centinaia di migliaia di euro (forse un milione) che aleggia su Massa Marittima, su cui oggi dovrà pronunciarsi il Consiglio di Stato.
È il momento del secondo round della vicenda dell’ex Molendi, dopo la sentenza del Tar con cui l’amministrazione è stata condannata a risarcire la società Porta al Salnitro. Il privato chiede un milione di euro, mentre l’ente, che chiede l’annullamento della sentenza, in caso di condanna stima il danno a 670mila.
La storia è arcinota, e risale alla fine degli anni Novanta quando il Comune si accordò con la società Molendi (poi divenuta Porta al Salnitro) per la riqualificazione di un’area ai piedi della cattedrale di San Cerbone.
Porta al Salnitro avrebbe recuperato le volumetrie di un capannone in abbandono di sua proprietà (circa 2100 metri cubi) per farne un bar e uffici; l’allora amministrazione avrebbe realizzato, lì sotto, un parcheggio interrato.
Proteste, petizioni e il timore che i lavori potessero compromettere la staticità del duomo, fermarono tutto. Il Comune bloccò il progetto e nel 2000 siglò un accordo di transazione con Porta al Salnitro: la società, proprietaria della superficie, avrebbe potuto costruire le sue volumetrie e il Comune avrebbe pagato 200 milioni di lire per la realizzazione di quella “base di appoggio” su cui edificare, venuta a mancare con lo stop al parking sotterraneo.
Porta al Salnitro però non ha mai costruito: nel 2003 presentò una proposta per una nuova ipotesi di transazione, che il Comune rifiutò ritenendola svantaggiosa per l’interesse pubblico.
Arriviamo così al ricorso al Tar e alla sentenza della scorsa primavera, con la condanna del Comune. La richiesta di risarcimento della società (allora stimata intorno ai 5 milioni di euro) non viene accolta per intero e le due parti iniziano a calcolare la nuova cifra con i rispettivi periti: alla fine per Porta al Salnitro il danno è di un milione circa, per gli uffici comunali è di 670mila euro. Intanto però gli avvocati del Comune massetano, Luciano Giorgi e Duccio Maria Traina, presentano ricorso al Consiglio di Stato per l’annullamento della sentenza e arriva la sospensiva del provvedimento, forte della proposta di una fidejussione bancaria a garanzia del debito che l’amministrazione ha nei confronti della società.
«Un sospiro di sollievo» ha commentato in quel momento il sindaco Lidia Bai, attaccata duramente insieme a tutta la giunta non appena è stata pubblicata la sentenza (tanto che qualcuno in consiglio comunale ne ha richiesto le dimissioni).
Perché sono anni ormai che la vicenda Molendi è tra le più calde a Massa Marittima.
E oggi, in un modo o nell’altro, è arrivato il momento della verità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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