Il Tirreno

Grosseto

Stroncato da un malore al pranzo dei cacciatori

di Francesca Gori
Stroncato da un malore al pranzo dei cacciatori

Maremma: Elvio Lippi, 75 anni, è morto tra le braccia della moglie. Rappresentante di gelati di Follonica, era un fedelissimo della squadra di doppiette della Stima

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA MARITTIMA. Elvio, la tenuta da cacciatore non aveva smesso di indossarla nemmeno i giorni nei quali decideva di lasciare il fucile a casa. Ieri era uno di questi. Ma se per cinquant’anni, quasi, frequenti una squadra, di quelle persone non diventi solo amico. Ma anche padre e fratello. Elvio Lippi, ieri all’ora di pranzo, è morto proprio durante un appuntamento con la squadra di caccia al cinghiale La Stima, della quale faceva parte da sempre. Ucciso da un malore, mentre era a tavola e morto poi tra le braccia della moglie Silvana. L’arrivo dell’ambulanza e di Pegaso, l’impegno dei sanitari e degli infermieri del 118 per far battere ancora il cuore di Elvio non è bastato. Ora, la salma di Lippi è all’obitorio dell’ospedale di Massa Marittima.

L’uomo, nato a Siena ma trapiantato a Follonica da sempre, dove viveva con la moglie Silvana e i due figli Claudio e Alessandro a Cassarello, ieri mattina era partito dalla città del golfo per arrampicarsi fino a Fontalcinaldo, frazione nel comune di Massa Marittima, dove la squadra di caccia della Stima ha un capanno. Lì era in programma un pranzo, con i cacciatori che avevano partecipato alla battuta del mattino e con le mogli, i figli, gli amici e i parenti di chi era stato nella macchia. Elvio era arrivato in tarda mattinata con Silvana e altri amici. Non aveva imbracciato il fucile, ieri mattina, ma si era messo a tavola ad aspettare l’arrivo dei suoi amici. «Non ho fatto nemmeno in tempo a parlarci - dice Gregorio Pettorali, capocaccia della Stima - Ero appena arrivato quando si è sentito male. Per me è stato come perdere un fratello». Pettorali e Lippi si conoscevano da una vita. «Era una persona straordinaria Elvio - dice - Uno dei valori nel quale credeva di più era proprio l’amicizia. Proprio per questo aveva deciso di venire ieri a pranzo. Partecipava sempre alle nostre iniziative ed era la vera anima della squadra».

Ex rappresentante e commerciante di gelati Sammontana, Elvio nel golfo era un’istituzione. Non c’era bar o gelateria, o anche ristoranti e locali che non lo conoscesse. E tutti, ieri, hanno abbassato lo sguardo di fronte alla notizia della morte del settantacinquenne.

Ormai in pensione, abitava con la famiglia a Cassarello dove frequentava il bocciodromo. Era un appassionato di bocce e spesso si cimentava in sfide all’ultimo punto.

Un uomo perbene, una persona sempre con il sorriso sulle labbra. Un sorriso che si è spento ieri quando la morte è arrivata a bussare alla porta del capanno, portando via uno dei pilastri della squadra della Stima.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa