Finanza
Stroncato da un malore al pranzo dei cacciatori
Maremma: Elvio Lippi, 75 anni, è morto tra le braccia della moglie. Rappresentante di gelati di Follonica, era un fedelissimo della squadra di doppiette della Stima
MASSA MARITTIMA. Elvio, la tenuta da cacciatore non aveva smesso di indossarla nemmeno i giorni nei quali decideva di lasciare il fucile a casa. Ieri era uno di questi. Ma se per cinquant’anni, quasi, frequenti una squadra, di quelle persone non diventi solo amico. Ma anche padre e fratello. Elvio Lippi, ieri all’ora di pranzo, è morto proprio durante un appuntamento con la squadra di caccia al cinghiale La Stima, della quale faceva parte da sempre. Ucciso da un malore, mentre era a tavola e morto poi tra le braccia della moglie Silvana. L’arrivo dell’ambulanza e di Pegaso, l’impegno dei sanitari e degli infermieri del 118 per far battere ancora il cuore di Elvio non è bastato. Ora, la salma di Lippi è all’obitorio dell’ospedale di Massa Marittima.
L’uomo, nato a Siena ma trapiantato a Follonica da sempre, dove viveva con la moglie Silvana e i due figli Claudio e Alessandro a Cassarello, ieri mattina era partito dalla città del golfo per arrampicarsi fino a Fontalcinaldo, frazione nel comune di Massa Marittima, dove la squadra di caccia della Stima ha un capanno. Lì era in programma un pranzo, con i cacciatori che avevano partecipato alla battuta del mattino e con le mogli, i figli, gli amici e i parenti di chi era stato nella macchia. Elvio era arrivato in tarda mattinata con Silvana e altri amici. Non aveva imbracciato il fucile, ieri mattina, ma si era messo a tavola ad aspettare l’arrivo dei suoi amici. «Non ho fatto nemmeno in tempo a parlarci - dice Gregorio Pettorali, capocaccia della Stima - Ero appena arrivato quando si è sentito male. Per me è stato come perdere un fratello». Pettorali e Lippi si conoscevano da una vita. «Era una persona straordinaria Elvio - dice - Uno dei valori nel quale credeva di più era proprio l’amicizia. Proprio per questo aveva deciso di venire ieri a pranzo. Partecipava sempre alle nostre iniziative ed era la vera anima della squadra».
Ex rappresentante e commerciante di gelati Sammontana, Elvio nel golfo era un’istituzione. Non c’era bar o gelateria, o anche ristoranti e locali che non lo conoscesse. E tutti, ieri, hanno abbassato lo sguardo di fronte alla notizia della morte del settantacinquenne.
Ormai in pensione, abitava con la famiglia a Cassarello dove frequentava il bocciodromo. Era un appassionato di bocce e spesso si cimentava in sfide all’ultimo punto.
Un uomo perbene, una persona sempre con il sorriso sulle labbra. Un sorriso che si è spento ieri quando la morte è arrivata a bussare alla porta del capanno, portando via uno dei pilastri della squadra della Stima.
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